Afghanistan. Nato: bloccare il traffico di droga
E' necessario accentuare gli sforzi per "bloccare il traffico di droga verso l'Europa proveniente dall'Afghanistan" e, per raggiungere tale obbiettivo, il segretario generale della Nato George Robertson ha auspicato oggi un ampliamento delle attivita' in Asia da parte del Partenariato per la pace.Robertson ha parlato a Berna, dove ha incontrato alcuni dei principali esponenti del Governo svizzero. Al Partenariato -una formula di cooperazione militare con l'organizzazione atlantica- aderiscono 27 paesi, tra cui la Svizzera che, pero', limita la sua cooperazione all'assistenza logistica per certe operazioni, soprattutto nei Balcani.
Il segretario generale della Nato, secondo quanto ha informato il quartier generale a Bruxelles, ha sottolineato i rischi di un'intensificazione del traffico di droga e di un nuovo esodo di rifugiati dall'Afghanistan se gli sforzi per pacificare il paese dovessero fallire ed ha indicato che tra i punti da prendere in considerazione c'e' "una sorveglianza piu' attiva delle frontiere della regione". In proposito ha annunciato che l'Alleanza atlantica progetta di creare un centro di formazione di guardie di frontiere nel Tagikistan, in collaborazione proprio con il Partenariato per la pace.
La Nato ha attualmente il comando dell'Isaf, la forza internazionale di assistenza alla sicurezza in Afghanistan, composta da oltre 5.000 uomini, che opera per ora solo a Kabul, ma il cui mandato potrebbe essere esteso fuori dalla capitale.
Il ministro svizzero degli Esteri, signora Micheline Calmy-Rey, ha detto che il suo Paese ha in progetto un ruolo piu' attivo contro il traffico di droga, tenendo conto che "l'80 per cento dell'eroina che entra nel paese viene dall'Afghanistan". Quello della Difesa, Samuel Schmid, da parte sua, ha fatto presente che la Svizzera "non ha alcuna possibilita' di inviare truppe in Afghanistan".
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