Afghanistan. No ai pesticidi contro i campi di papavero
Un gruppo di investigatori del ministero degli Interni afghano e' stato inviato nel sud del Paese per verificare l'uso di pesticidi nei campi coltivati a oppio, pratica respinta dal Governo di Kabul.Lo ha reso noto il portavoce del governo Jawed Ludin, che ha ricordato l'impegno del presidente Karzai nella dura lotta alla droga, ma anche la sua chiara opposizione all'uso di pesticidi come mezzo per sradicare la coltura del papavero da oppio.
Ludin ha sottolineato le misure prese dal Governo per contrastare la produzione di stupefacenti e ha aggiunto che gli Stati Uniti, che controllano lo spazio aereo in Afghanistan, in passato avrebbero sparato pesticidi sui campi di papavero.
Secondo il Governo, uno sradicamento brutale dei campi potrebbe recare danni agli agricoltori e fomentare insurrezioni nel sud del Paese, dove si concentra la produzione di oppio.
L'economia del Paese dipende in gran parte dal commercio di oppio e eroina, di cui l'Afghanistan e' il primo produttore al mondo. Ma la scorsa settimana l'Onu ha minacciato di bloccare gli aiuti e i programmi di cooperazione dei Paesi donatori, fonte di sostegno per lo sviluppo del Paese, se non verranno interrotti la produzione e il traffico di droga, che avrebbero raggiunto i livelli record registrati prima dell'intervento Usa contro i Taliban nel 2001.
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