Afghanistan. Oltre 4.000 tonnellate di oppio nel 2005?

Secondo Roberto Arbitrio, responsabile della sede di Teheran dell'ufficio dell'Onu per la droga e il crimine (Unodc) il raccolto dell'oppio in Afghanistan, quest'anno, si avviera' a superare le 4.000 tonnellate, "e non c'e' speranza che questa situazione cambi rapidamente, perche' per ridurre o distruggere le coltivazioni in Afghanistan sara' necessaria un'azione a medio-lungo termine. Il fronte su cui ora ci si deve impegnare maggiormente e' quello della lotta al traffico, e in particolare sulla rotta che attraversa l'Iran".Tre sono le grandi vie attraverso le quali lo stupefacente, dai produttori afghani, raggiunge i mercati: una passa appunto per l'Iran, ad ovest, la seconda si dirige verso il nord, attraversando le repubbliche centro asiatiche dell'ex Unione sovietica e la Russia, la terza prende la strada del Pakistan, a sud-est. "Si calcola che un terzo dell'oppio e derivati passi per ciascuna di queste rotte. Ma per l'Europa quella iraniana puo' essere considerata la piu' pericolosa, perche' si dirige direttamente ad Occidente, senza attraversare un mercato di grande assorbimento, come e' il caso della Russia. E poi perche' passa attraverso l'Iraq".
Un territorio segnato dalla presenza di pericolosi gruppi terroristici, sospettati di mettere mano al traffico di droga per finanziarsi.
I risultati della lotta del governo di Teheran al traffico sono, secondo Arbitrio, soddisfacenti. Le forze di sicurezza iraniane effettuano il 25 per cento del totale dei sequestri di oppiacei a livello mondiale. Nei soli sei mesi dal dicembre del 2003 al giugno del 2004 sono state confiscate 86 tonnellate di oppio, 7 tonnellate di morfina e 2,5 tonnellate di eroina. Secondo calcoli approssimativi, potrebbe trattarsi di circa il 20 per cento del totale delle sostanze proibite introdotte nel Paese. Un'ottima percentuale, considerando che la media in Europa e negli Stati Uniti e' tra il 5 e il 10 per cento.
Un'altra parte dell'oppio e derivati provenienti dall'Afghanistan alimenta il mercato interno, una vera piaga per la Repubblica islamica. Il numero dei consumatori e' stimato ad oltre due milioni e quello dei tossicodipendenti a 1,2 milioni, pari rispettivamente al 2,8 e all'1,7 per cento dell'intera popolazione.
Di qui l'appello dell'Onu perche' i Paesi occidentali e l'Iran uniscano le forze per combattere il traffico. L'urgenza di questa iniziativa e' sottolineata dal fatto che ben il 69 per cento dei coltivatori di oppio afghani intervistati dalle Nazioni Unite hanno detto di volere quest'anno incrementare la produzione rispetto al 2003.
Dal 1999 al 2004 una ventina di Paesi hanno messo a disposizione dell'Iran 12 milioni di dollari per iniziative contro il traffico. In testa alla lista dei donatori, l'Italia e la Gran Bretagna. Ora l'Undc deve mettere a punto il piano dal 2004 al 2007. "Quello che serve -conclude Arbitrio- e' un cambiamento di mentalita'. Non si deve piu' parlare di assistenza, ma di cooperazione, non piu' di contributi, ma di investimenti per sconfiggere una piaga comune". Per questo il rappresentante dell'Onu ha preso l'iniziativa di fare incontrare i rappresentanti dei Paesi donatori con le autorita' iraniane, con la polizia e con la magistratura, per decidere insieme i programmi da attuare.
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