Giovedì 11 giugno 2026
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Afghanistan. Onu alla ricerca di nuovo mandato Unama anche contro traffico di droga

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Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stato invitato a ridefinire il mandato della missione delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama), aumentando la sua capacità di coordinamento degli sforzi di assistenza internazionali. La situazione nel Paese continua infatti a essere fonte di preoccupazione.

L'Italia ha fatto circolare una bozza di risoluzione che si prefigge di rinnovare il mandato dell'Unama, che scade il 23 marzo, dandogli però nuovi obiettivi che ambiscono a un miglior coordinamento dell'azione degli alleati coinvolti nella ricostruzione dell'Afghanistan. La bozza, la cui adozione è prevista il 20 marzo, mira così a incaricare l'Unama e il nuovo rappresentante dell'Onu in Afghanistan, il diplomatico norvegese Kai Eide, "di promuovere un sostegno più coerente della comunità internazionale al governo afgano" per accelerare l'applicazione degli obiettivi della strategia nazionale di sviluppo del Paese (ANDS).

Per questo, sono destinati a coordinare l'azione dell'Onu e degli altri alleati, in particolare nei tre settori chiave "della lotta contro il traffico di droga, la ricostruzione e lo sviluppo". I poteri di Eide dovrebbero esseri rafforzati rispetto a quelli del suo predecessore, il tedesco Tom Koenigs. "Negli ultimi anni, la più importante personalità internazionale nel Paese è stata il comandante di Isaf, cosa che ha dato più rilievo all'azione militare che all'azione civile. Si tratta di invertire questo in modo che l'aspetto civile sia considerato come quello che svolge il ruolo trainante", ha spiegato alla stampa un diplomatico europeo.

La Nato guida una forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) di oltre 43.000 uomini, originari di 40 Paesi, impegnati nella ricostruzione del Paese devastato da 30 anni di guerra, al fianco di altre organizzazioni e nazioni. Ma Isaf si trova soprattutto coinvolta in combattimenti contro la guerriglia integralista islamica talebana, che sono nuovamente all'offensiva dopo essere stati estromessi del potere nel 2001 da una coalizione internazionale sotto comando americano.
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