Lunedì 8 giugno 2026
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Afghanistan. Onu chiede aiuto alla Nato per combattere le coltivazioni d'oppio

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Le Nazioni Unite hanno chiesto alle forze della Nato di intervenire militarmente per porre fine al commercio d'oppio nel sud dell'Afghanistan, sostenendo che la sua coltivazione è fuori dal controllo del paese asiatico.
Il responsabile dell'anti-droga delle Nazioni Unite, Antonio Maria Costa, ha dichiarato che la produzione di oppio serve a finanziare i gruppi terroristici.
"Nelle zone turbolente del sud del paese bisogna rinforzare gli sforzi contro le bande di ribelli e i narcotrafficanti per riuscire a fermare il circolo vizioso della droga che finanzia i terroristi e fa sì che questi proteggano i trafficanti di droga" ha detto Costa ai giornalisti.
L'ufficio delle Nazioni Unite sulla Droga e Crimine, nella sua relazione annuale sulle colture di papavero a Kabul all'inizio del mese, ha rivelato che le coltivazioni di oppio sono cresciute del 59% quest'anno, arrivando a produrre un record di 6.100 tonnellate di oppio.
Costa ha chiesto alla Nato una forza militare di 20.000 uomini in Afghanistan per fermare la produzione.
"Ho chiesto le forze Nato per distruggere i laboratori di eroina, disperdere i bazaar all'aperto di oppio, attaccare i convogli e portare giustizia nei grandi mercati" ha spiegato Costa.
Ha inoltre chiesto un aiuto maggiore dai donatori internazionali, tra i quali l'Unione Europea, per far uscire i coltivatori dalla dipendenza alla coltivazione d'oppio. Costa Inoltre ha incitato il governo afghano ad aumentare le misure di prevenzione nel traffico di droga, sequestrando ai trafficanti case e terre. Secondo Costa le autorità devono ancora fare molto per fermare "il flusso di volontari, armi e denaro per i ribelli."
"Non esiste una formula magica per salvare l' Afghanistan, dobbiamo invece insistere su una vera strategia di controllo della droga afghana, basandosi sullo sviluppo, la sicurezza, applicazione delle leggi e buon governo"ha poi sottolineato. L'Unione Europea ha reso noto lo scorso giugno che il suo programma per combattere il commercio dei narcotrafficanti in in Afghanistan non ha avuto successo.
La produzione di oppio nel paese, concentrata principalmente nelle due province meridionali di Helmand and Kandahar, dove le truppe Nato hanno incontrato una forte resistenza dai talebani e altri ribelli, prospera fin dalla caduta del regime talebano nel 2001. Lo scorso anno più di 4.500 tonnellate di oppio sono state coltivate, circa il 90% dell'offerta mondiale.
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