Lunedì 8 giugno 2026
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Afghanistan. L'Onu esulta: mercato dell'oppio in calo nel 2009

ASIA - AFGHANISTAN
Notizia ·
Il mercato dell'oppio afgano nel 2009 e' in forte calo.
E' quanto emerge dal rapporto sull'Oppio in Afghanistan, pubblicato a Kabul dall'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Unodc).
La coltivazione di oppio e' scesa del 22% e i prezzi hanno raggiunto il minimo storico, mentre i sequestri di droga continuano a crescere grazie alle operazioni delle forze Nato.
"Occorre colpire i centri nevralgici del mercato della droga, arrestare i trafficanti e gli insorti che li proteggono, invece che distruggere le piantagioni come succedeva in passato", ha dichiarato il direttore esecutivo dell'Unodc, Antonio Maria Costa.
Il calo piu' significativo si e' registrato nella provincia di Helmand, dove la coltivazione e' scesa da oltre 100.000 ettari nel 2008 a meno di 70.000, grazie all'offensiva militare contro i coltivatori di oppio e i trafficanti di droga e alla creazione di una vasta zona alimentare nel cuore della provincia. Nella regione occidentale del Paese, dove sono presenti i militari italiani, le coltivazioni di droga sono rimaste pressoche' stabili. Secondo Costa, per scoraggiare la produzione di oppio, bisogna incentivare gli agricoltori afgani ad abbandonare la coltivazione di papaveri. "Occorre conquistare il cuore e il portafoglio dei contadini afgani, garantendo loro sicurezza, cibo e occupazione", ha spiegato. Ma gli sforzi fatti dalle organizzazioni internazionali cominciano a raccogliere i primi frutti. Rispetto al 2008, infatti, oltre 800.000 persone hanno abbandonato la produzione dell'oppio.
Nonostante il calo delle superfici coltivate, le condizioni climatiche favorevoli di quest'inverno hanno favorito una sovrapproduzione di oppio in Afghanistan, ma la minore penetrazione nel mercato europeo sta svalutando la droga. Negli ultimi dodici mesi, il crollo dei prezzi ha ridotto il valore totale della produzione di oppio afgano del 40%, a 438 milioni di dollari.
La corruzione di alcuni funzionari governativi e il riciclaggio di denaro mettono a rischio la fiducia dell'opinione pubblica e la sicurezza dello Stato. "Risolvere il problema dell'oppio non risolvera' tutti i problemi dell' Afghanistan, ma i problemi dell'Afghanistan non potranno essere risolti senza affrontare il problema della droga", ha concluso Costa, evidenziando la necessita' di migliorare la sicurezza in tutto il Paese.

Dichiarazione di Marco Perduca, Segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista eletto senatore nelle liste del Pd:
"Fermo restando che documentare o certificare la produzione di qualcosa di illegale resta problematico in uno paese moderno figuriamoci in zone in guerra da 40 anni, occorre che la buona novella delle Nazioni unite suggerisca una revisione radicale delle politiche di contrasto all'offerta di oppio in Afghanistan: dall'eradicazione si passi alla promozione di colture alternative da affiancare a progetti pilota di papavero per farne morfina per quei paesi che non conoscono analgesici oppiacei.
"Sebbene per l'Ufficio dell'Onu per la droga e il crimine in Afghanistan si sarebbe verificata una diminuzione del 20% della coltivazione del papavero e del 10 di quella dell'oppio, specialmente nella provincia dell'Helmand, quel paese resta il monopolista mondiale della produzione di eroina. Il direttore Costa, abilissimo nel presentare i numeri, non ricorda infatti che non siamo ancora rientrati nelle quantita' pre-2005, che la iper-produzione degli anni scorsi consiglia una diminuzione per non svalutare ulteriormente il prezzo del prodotto, che la crisi alimentare ha reso remunerativa la coltivazione anche di altri prodotti, che proprio nella zone controllate dai 'talebani' come l'Helmand si combatte quotidianamente da oltre un anno e che al dimezzamento degli ettari coltivati e' corrisposta una diminuzione solo di un quinto della produzione.
"Comunque si vogliano leggere questi dati, fuori o dentro la congiuntura geopolitica regionale, senza un franco e trasparente dibattito su come capitalizzare questi segnali, anche sulla base di contributi indipendenti, l'anno prossimo potremmo essere punto e a capo.
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