Giovedì 11 giugno 2026
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Afghanistan. "Allarme" dell'Unodc: rischio di un narco-Stato

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Secondo un rapporto dell'Unodc, l'Afghanistan rischierebbe di diventare uno "Stato fallito" se non riesce ad eliminare le coltivazioni ed il commercio di droghe.
L'Afghanistan produce i tre-quarti dell'oppio mondiale, ed i due terzi dei tossicodipendenti da oppiacei del mondo usano droghe provenienti dall'Afghanistan.
Il commercio dell'oppio, sia da parte dei coltivatori, che da quella dei trafficanti, "frutta" all'Afghanistan una cifra di 2,3 miliardi di dollari, circa la meta' del Pil afghano del 2003.
Per il direttore dell'Unodc, Antonio Maria Costa, "di questa cifra, diversi amministratori locali e comandanti militari, ne prendono una parte, e piu' continuano questi comportamenti, piu' viene a mancare il loro rispetto per la legge, per l'economia e per lo Stato afghano. Per i terroristi, piu' continua questa situazione, meno il Paese e' sicuro ed i confini sono sorvegliati".
Nel Paese, nel 2003, sono stati coltivati circa 80.000 ettari ad oppio, per una produzione di circa 4.000 tonnellate.
Per Costa, "le condizioni per un cambiamento della situazione, sono state messe all'ordine del giorno, ma e' sempre presente il rischio che l'Afghanistan diventi un Paese in mano ai narcotrafficanti ed ai terroristi. L'Afghanistan e' ad un punto di svolta: o le contromisure vengono prese adesso, o il cancro della droga continuera' ad aumentare sotto forma di corruzione, violenza e terrorismo dentro e fuori dai confini nazionali". Urgono quindi, secondo Costa "misure energiche per smantellare i laboratori e distruggere le reti dei terroristi e dei signori della guerra", per ristabilire le migliori condizioni per l'economia afghana e "per l'avanzamento del processo costituzionale".
Il commercio degli stupefacenti e' quindi considerato "ad alto profitto ed a basso rischio", mentre sono 1,7 milioni (il 7% della popolazione) gli afghani che vivono grazie alla coltivazione del papavero da oppio. Nonostante che l'ultimo "raccolto record" (il secondo di sempre dopo quello del 1999) abbia fatto abbassare i prezzi e di conseguenza gli introiti dei coltivatori, di almeno un 15%, questi hanno sempre un reddito di 594 dollari per anno, circa tre volte il triplo di quello medio ufficiale di 184.
La coltivazione del papavero da oppio copre circa il 3% delle terre coltivabili afghane, e si e' estesa, tra il 1999 ed il 2002, da 28 a 32 delle province che compongono il Paese.
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