Lunedì 8 giugno 2026
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Afghanistan. Segretario Lia: verso un narco-Stato?

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Afghanistan. Segretario Lia: verso un narco-Stato? Un recente studio del Fondo Monetario Internazionale ha lanciato l'allarme Afghanistan, sostenendo che vi sia il forte rischio che questo Paese stia diventando un "Narco-Stato". Secondo l'FMI, il giro d'affari del commercio d'oppio si aggira intorno ai 2 miliardi e mezzo di dollari, una cifra ben superiore del bilancio nazionale per lo sviluppo che per il 2003/4 e' di 1.8 miliardi di dollari. L'appello del Fondo e' stato recentemente ripreso dal Ministro afghano delle finanze e aggrava, ma solo di poco, quanto emerso dal dibattito ad hoc sull'Afghanistan tenutosi al Consiglio di Sicurezza l'estate scorsa.
Marco Perduca, segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista, ha rilasciato la seguente nota:
"Per garantire una stabilita' e una pace apparente, la comunita' internazionale ha malauguratamente arruolato decine di ex-signori della guerra come "garanti" della sicurezza in molte aree dove la produzione di oppio costituisce, e ha costituito storicamente, la piu' redditizia, o a volte l'unica, fonte di introito per migliaia di afghani, prima, durante e dopo il regime talebano. I risultati di questa delega si stanno manifestando in tutta la loro pericolosita'. I signori della guerra vanno via via aumentando la loro resistenza a obbedire gli ordini di Kabul, e stanno utilizzando i profitti della droga per rafforzarsi sia politicamente che militarmente.
La gestione di questa grave e preoccupante situazione deve divenire una priorita' per tutti quei Paesi che da due anni sono coinvolti nella gestione dell'Afghanistan: Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Italia, e per le Nazioni unite stesse. Gli attori internazionali in Afghanistan devono pero' affrontare la questione sicurezza e stabilita' da una prospettiva radicalmente alternativa a quanto fatto sino ad oggi, tentando di detonare la pericolosita' della produzione dell'oppio che e' il vero motore della criminalita' organizzata e delle narco-mafie.
Per l'ultimo decennio, la guerra alla droga in Afghanistan e' stata caratterizzata da una serie di programmi di eradicazione delle colture che, durante la gestione di Pino Arlacchi, hanno trovato nei talebani un partner istituzionale. Un partner che e' stato incoraggiato a rilanciare la guerra alla droga con editti sacri contro il "prodotto del male occidentale". Il nuovo Afghanistan e il suo popolo, finalmente libero, si meritano di piu': meritano di essere trattati come un popolo in grado di esercitare la propria responsabilita' e poter godere dei frutti dei propri prodotti (quasi) tradizionali in un contesto legalmente regolamentabile. A questo fine, l'ONU deve decidere di prendere in considerazione, una volta per tutte, il caso afghano come il simbolo dei danni creati dalla proibizione sulle droghe e avviare una valutazione della attuali politiche di "controllo degli stupefacenti" e rispondere alla crisi dell'Afghanistan con misure politiche finalmente globali e sostenibili.
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