Afghanistan. Si discute sulla proposta di legalizzare la produzione d’oppio per produrre legalmente la morfina
Mentre la comunita' internazionale cerca coltivazioni alternative a quelle illegali di papavero, la risposta sembra quella di coltivarlo apertamente.Secondo il " Senlis" -centro di studi con sede a Parigi- c'e' nel mondo una mancanza cronica di morfina e codeina, due medicine estratte proprio dal papavero. Il direttore esecutivo del centro Emmanuel Reinert, ha stimato che il consumo globale richiede 10 mila tonnellate d'oppio, quantita' ricavata dalle differenze tra i consumi europei e quelli delle regioni piu' povere del mondo.
L'Afghanistan produce 4 mila tonnellate illegali di oppio, e per Reinert molte persone non usufruiscono delle medicine perche' troppo costose, e la produzione afghana potrebbe contribuire ad abbassarne il prezzo.
Attualmente l'India e la Turchia sono i maggiori produttori legali d'oppio. Produzione controllata internazionalmente.
Responsabili del Governo afghano e statunitense dubitano che la legalizzazione sia possibile. "Al momento non abbiamo la capacita' di monitoraggio", ha detto Mirwaiz Yasini del ministero antinarcotici afghano. Anche per Bobby Charles ex vice segretario di Stato americano nella lotta agli stupefacenti internazionali, la legalizzazione di alcune coltivazioni puo' minare le politiche antidroghe. Ogni passo verso la legalizzazione degli oppiacei manda un messaggio errato, ossia che le coltivazioni non sono dannose.
Per Paul Fishstein analista dell'Afghanistan Research and Evaluation Unit -centro di studi indipendente con sede a Kabul- le pressioni politiche per l'eradicazione delle coltivazioni d'oppio creano una situazione di non ritorno. "E' un progetto a lungo termine che necessita prima che le istituzioni afghane siano stabili".
Il Senlis Council ha in programma per settembre una conferenza, dove saranno pubblicati i primi risultati degli studi condotti dal centro.
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