Afghanistan. Trafficanti uccisi dalle guardie di frontiera
Cinque trafficanti afghani di droga che cercavano di entrare nella repubblica ex sovietica del Tajikistan con oltre un quintale di eroina pura sono stati uccisi la notte scorsa da reparti delle guardie di frontiera russe che stabilmente presidiano il confine afghano-tagiko. Ne danno notizia oggi fonti militari russe all'agenzia Interfax. Lo scontro a fuoco e' avvenuto sulle rive del fiume Piandzh, che segna il confine tra Afghanistan e Tajikistan. L'intero quantitativo di eroina e' stato confiscato e distrutto.
Proprio nei giorni scorsi le autorita' di Mosca erano tornate a suonare l'allarme sulla ripresa del traffico di stupefacenti dall'Afghanistan -maggior produttore mondiale di oppio- lungo la rotta tagika, e sulla necessita' di sostenere il consolidamento dell'autorita' del governo post-taleban di Hamid Karzai per contrastare questo fenomeno.
Il traffico di oppio afghano, dopo aver raggiunto i suoi livelli record sotto i Taliban a fine anni '90, aveva dato segni di rallentamento tra il 2000 e il 2001 in seguito a una serie di intese tra l'Onu e il vecchio regime del mullah Omar. Negli ultimi mesi sembra aver tuttavia ripreso fiato, anche come fonte di finanziamento di alcune delle innumerevoli milizie che fanno capo a leader locali e capiclan afghani.
Proprio nei giorni scorsi le autorita' di Mosca erano tornate a suonare l'allarme sulla ripresa del traffico di stupefacenti dall'Afghanistan -maggior produttore mondiale di oppio- lungo la rotta tagika, e sulla necessita' di sostenere il consolidamento dell'autorita' del governo post-taleban di Hamid Karzai per contrastare questo fenomeno.
Il traffico di oppio afghano, dopo aver raggiunto i suoi livelli record sotto i Taliban a fine anni '90, aveva dato segni di rallentamento tra il 2000 e il 2001 in seguito a una serie di intese tra l'Onu e il vecchio regime del mullah Omar. Negli ultimi mesi sembra aver tuttavia ripreso fiato, anche come fonte di finanziamento di alcune delle innumerevoli milizie che fanno capo a leader locali e capiclan afghani.
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