Lunedì 8 giugno 2026
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Afghanistan. Unodc: coltivazioni di oppio cresciute di oltre il 40% dallo scorso anno

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La coltivazione di oppio ha conosciuto in Afghanistan un incremento del 40 per cento rispetto allo scorso anno: è l'allarme che l'Unodc, l'Ufficio Onu per la lotta alle droghe e al crimine, lancerà ufficialmente il 12 settembre prossimo con la pubblicazione di uno studio il cui contenuto è stato anticipato dall'agenzia 'RadioFreeEurope' (RFE). Nonostante sia stato estirpato un numero di campi di oppio tre volte superiore rispetto al 2005, rivela l'agenzia, la coltivazione di questo stupefacente ha raggiunto nel 2006 un picco senza precedenti. Questa contraddizione si spiega con la precaria situazione della sicurezza nelle regioni meridionali, che ha reso impossibile un intervento fruttuoso contro i coltivatori di oppio. La reazione delle autorità afghane a questa notizia è per il momento cauta. "Abbiamo lanciato numerosi programmi quest'anno -si è limitato a dichiarare a RFE Mohammad Mosa Hamid, consigliere del ministero della Lotta alla droga-, tra cui alcuni che forniscono un'alternativa di sostentamento ai coltivatori di oppio". Cautela anche da parte delle autorità britanniche, che svolgono un ruolo importante nelle iniziative anti-droga dell'Afghanistan e che fanno sapere di voler attendere la pubblicazione dello studio Onu prima di rilasciare commenti ufficiali.
Il generale David Richards, comandante dell'Isaf (International Security Assistence Force), ammette invece che il dato dell'Unocd è credibile, a causa della situazione precaria nel sud dell'Afghanistan. In province come Helmand il terrorismo legato ai Talebani è particolarmente attivo e ha legami stretti con i narcotrafficanti. Ci sono inoltre altissimi livelli di corruzione dei governi locali. In una situazione così complessa, spiega il generale Richards, la lotta all'oppio "non è la nostra priorità", bisogna prima garantire adeguati livelli di sicurezza. Ma "se il governo afghano ci chiederà di aiutarlo nelle operazioni contro il narcotraffico - ha aggiunto - noi lo faremo". Il generale ha anche smentito le voci secondo cui aerei militari occidentali sarebbero stati utilizzati per spargere sostanze velenose sui campi di oppio. "L'obiettivo dell'Isaf non sono i coltivatori, sappiamo bene che bisogna proporre delle alternative per sfamare le loro famiglie prima di distruggere le loro coltivazioni".Il governo afghano ha messo in atto strategie mirate allo sradicamento della produzione di oppio che prevedono, oltre a un sistema di colture alternative, anche la creazione di carceri speciali destinate ai narcotrafficanti, la creazione di corti speciali per i 'signori della droga' e programmi ad hoc per la formazione di giudici e pubblici ministeri. In alcune province, soprattutto nel nord-est del paese, queste strategie hanno prodotto effetti significativi. A Nangarhar, ad esempio, la coltivazione dell'oppio è stata ridotta del 96 per cento in un anno e sono stati scoperti e distrutti dieci laboratori per la produzione di stupefacenti.
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