Afghanistan. Verso l'Afghanistan Compact
L'accordo tra l'Afghanistan e la comunità internazionale, sul quale oggi è stata raggiunta un'intesa alla conferenza di Londra e che sarà firmato domani, é un documento politico che rinnova per cinque anni il partenariato tra il governo di Kabul e i suoi alleati. L'accordo, denominato 'Afghanistan Compact', poggia su tre pilastri: sicurezza, governance e rispetto dei diritti umani, sviluppo economico e sociale sostenibile. Nel testo figura anche una "priorità trasversale": la lotta contro la droga, in un paese che produce l'87% dell'oppio mondiale. Per quanto riguarda il primo principio, il testo conferma la necessità di mantenere sul territorio afghano le forze internazionali dispiegate dopo la caduta del regime dei taleban e che comprendono quasi 30.000 unità.L'accordo pone una serie di obiettivi precisi e talvolta molto ambiziosi al governo di Kabul, il quale è sollecitato ad essere il motore dello sviluppo dell'Afghanistan, uno dei cinque paesi più poveri al mondo. Il governo dovrà lottare contro la corruzione, potenziare la sua presenza nelle province e aumentare il gettito fiscale. Dovrà inoltre consolidare un esercito di 70.000 uomini al massimo e una polizia di 62.000 uomini al massimo, e disarmare "tutte le milizie illegali entro il 2007". Per quanto riguarda il terzo pilastro, lo sviluppo, gli obiettivi sono l'accesso all'acqua potabile per il 90% dei villaggi (contro il 13% di oggi), l'accesso al sistema sanitario per il 50% di essi, alle strade per il 40%, all'irrigazione per il 47%, al micro-credito per il 22%. Il testo prevede inoltre l'accesso all'elettricità per il 65% delle case nelle città e per il 25% delle case in campagna. L'accordo intende portare il tasso di scolarizzazione nella fascia delle elementari al 60% per le bambine e al 75% per i bambini. Un altro obiettivo è quello di ridurre del 3% il numero delle persone che vivono sotto la soglia della povertà e del 5% il numero di quelle che soffrono la fame. L'applicazione dell"Afghanistan Compact' sarà supervisionata da un comitato di coordinamento presieduto dall'Onu e dal governo afghano.
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