Lunedì 8 giugno 2026
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Agenti accusati di introdurre droga e altro in carcere

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La Procura di Bari ha chiuso le indagini sugli agenti di Polizia Penitenziaria in servizio presso le case circondariali di Bari e Taranto, accusati di aver "fornito un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo a noti pregiudicati" detenuti. Due dei sei agenti coinvolti nell'indagine sono stati arrestati il 21 giugno scorso, insieme con due pregiudicati. Gli agenti di polizia penitenziaria rispondono di favoreggiamento personale con l'aggravante di aver favorito una associazione mafiosa, corruzione, detenzione e cessione di droga, oltre ad alcuni episodi di lesioni, minacce, ingiurie, calunnie e abbandono del luogo di servizio.Uno di questi, scrivono gli inquirenti, ''attraverso i rapporti privilegiati ed esclusivi'' con alcuni detenuti ''si assicurava forte considerazione, protezione e rispetto anche da parte degli altri reclusi, tanto da essere considerato uno di loro o comunque tifoso del clan Strisciuglio''. Secondo l'accusa, introduceva in carcere droga, nascosta in pacchetti di sigarette, e altri oggetti non consentiti dal regolamento penitenziario in cambio di regali e compensi in denaro (da 200 a 500 euro per ogni panetto da 100 grammi di hashish). Nel 2009 avrebbe anche ricevuto da affiliati al clan Parisi, come ringraziamento per i favori fatti nel periodo di detenzione (droga, lettori mp3, cd, profumi, orologi, aghi, filo), un televisore da 42 pollici. L'agente avrebbe introdotto in una occasione i cosiddetti fili d'angelo, utili per segare le barre di ferro delle celle. Li aveva chiesti un detenuto tramite una lettera consegnata al boss direttamente dall'agente, perche' il ragazzo stava programmando una evasione dal carcere insieme con altri quatto detenuti. Coinvolti anche altri quattro poliziotti, fra cui tre agenti con qualifica di assistente capo e un ispettore di Polizia Penitenziaria, accusati di favoreggiamento.
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