Agricoltori biologici: Senato stralcia norma contro lo sfruttamento degli immigrati
'Nel silenzio dei media e dell'opposizione, il Senato della nostra Repubblica, ha stralciato ieri l'articolo che conteneva la delega al governo per l'attuazione della Direttiva 2009/52/CE. Direttiva che introduce in Europa norme minime e a tutela dei lavoratori di paesi terzi irregolarmente soggiornanti e sanzioni per i datori di lavoro che sfruttano tali condizioni. E introduce, tra l'altro, la possibilita' del rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo a favore dei lavoratori extracomunitari': 'Un ennesimo atto di miopia, - secondo Lillo Alaimo Di Loro, vicepresidente Aiab - ma soprattutto un'ulteriore occasione mancata di aprire con i fatti il costruttivo e necessario dialogo verso una la futura societa' della comprensione'.Anche per questo, l'Associazione Italiana Agricoltura Biologica aderisce allo sciopero degli immigrati, che si svolgera' il primo marzo 2010, e apre una mobilitazione generale da nord a sud, 'per partecipare alla giornata e invitare riflettere su cosa sarebbe la societa' senza i migranti, ma sopratutto senza la solidarieta', l'umanita' e la ragionevolezza, proprie delle societa' civili'.
Una realta', quella dei migranti, che in Italia - ricorda l'Aiab - interessa oltre 4 e mezzo di lavoratori stranieri.
Un grande situazione di disagio che lega a filo doppio la societa' all'agricoltura e ai suoi modelli dominanti.
Pericolosamente adagiati, in Italia e nel mondo, sul sistema agro-alimentare che ha generato la scomparsa di milioni di 'fattorie', accelerato il processo di desertificazione e costretto intere popolazioni alla poverta' e all'emigrazione.
'Ma sciuperemmo una grande opportunita' - dice Di Loro - se pensassimo che il primo marzo debba essere solo un semplice esercizio di solidarieta' o di umanita'. E non un'occasione per 'ripensarci' come elementi di una societa' senza frontiere culturali, basata sul valore condiviso della giustizia sociale. C'e' infatti un unico filo che unisce i 'fatti di Rosarno', la 'guerra del pane' (condotta a suon di trattori degli agricoltori meridionali) e la 'protesta dei lavoratori dell'indotto Fiat di Termine Imerese' (operai della Delivery Mail- ditta delle pulizie) che mentre scriviamo, sono barricati sul tetto di un capannone per difendere il loro diritto al lavoro. E' il filo 'giallo' della disperazione'.
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