Agricoltura. Un terzo della forza lavoro e' immigrata
Una piattaforma rivendicativa per i lavoratori immigrati del settore agroalimentare. E' il senso del seminario nazionale che si e' aperto ieri a Fiuggi, di tre giorni, del progetto "la parola agli immigrati", realizzato dalla Uila-Uil.
I lavori, ai quali partecipano i responsabili del progetto per ciascuna provincia insieme ai lavoratori migranti coinvolti, sono stati aperti dalla relazione di Pasquale Papiccio, coordinatore delle politiche agricole contrattuali della Uila, che ha illustrato i motivi e gli obiettivi che il progetto persegue; i lavori sono stati poi conclusi dall'intervento di Stefano Mantegazza, segretario generale della Uila.
Il seminario proseguira' nei prossimi giorni con approfondimenti e tavole rotonde e si concludera' mercoledi' 17 con l'intervento di Guglielmo Loy, segretario confederale Uil.
Il progetto "la parola agli immigrati" e' finalizzato a costruire una piattaforma rivendicativa specifica per i lavoratori migranti con ricadute a livello contrattuale legislativo e di istituzioni locali. Nel settore agroalimentare italiano i lavoratori migranti rappresentano circa il 30% della manodopera occupata, e sono inseriti in un contesto segnato spesso da un alto tasso di sfruttamento e da una condizione di precarieta' estesa, con grandi sacche di lavoro in nero.
Inoltre l'insufficienza dei servizi sociali si trasforma spesso, per questi lavoratori, in un calvario di sofferenze e umiliazione per potervi accedere.
Da qui l'esigenza, rilevata dalla Uila, di avviare un'iniziativa specifica tendente ad affermare per questi lavoratori parita' di diritti e di tutele nella condizione di lavoro, misure di inserimento e di integrazione nella societa'.
E di farlo coinvolgendoli direttamente mediante una capillare consultazione per individuare aspettative, bisogni, speranze da trasformare in piattaforma ed iniziativa sindacale.
I lavori, ai quali partecipano i responsabili del progetto per ciascuna provincia insieme ai lavoratori migranti coinvolti, sono stati aperti dalla relazione di Pasquale Papiccio, coordinatore delle politiche agricole contrattuali della Uila, che ha illustrato i motivi e gli obiettivi che il progetto persegue; i lavori sono stati poi conclusi dall'intervento di Stefano Mantegazza, segretario generale della Uila.
Il seminario proseguira' nei prossimi giorni con approfondimenti e tavole rotonde e si concludera' mercoledi' 17 con l'intervento di Guglielmo Loy, segretario confederale Uil.
Il progetto "la parola agli immigrati" e' finalizzato a costruire una piattaforma rivendicativa specifica per i lavoratori migranti con ricadute a livello contrattuale legislativo e di istituzioni locali. Nel settore agroalimentare italiano i lavoratori migranti rappresentano circa il 30% della manodopera occupata, e sono inseriti in un contesto segnato spesso da un alto tasso di sfruttamento e da una condizione di precarieta' estesa, con grandi sacche di lavoro in nero.
Inoltre l'insufficienza dei servizi sociali si trasforma spesso, per questi lavoratori, in un calvario di sofferenze e umiliazione per potervi accedere.
Da qui l'esigenza, rilevata dalla Uila, di avviare un'iniziativa specifica tendente ad affermare per questi lavoratori parita' di diritti e di tutele nella condizione di lavoro, misure di inserimento e di integrazione nella societa'.
E di farlo coinvolgendoli direttamente mediante una capillare consultazione per individuare aspettative, bisogni, speranze da trasformare in piattaforma ed iniziativa sindacale.
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