Agui: pillola contraccettiva riduce rischio di cancro alle ovaie del 70%
Pillola, anello e cerotto contraccettivo non solo evitano gravidanze indesiderate, ma riducono il pericolo di cancro all'ovaio. L'effetto 'scudo' della contraccezione ormonale e' stato dimostrato da uno studio su oltre 300 mila donne nel mondo, pubblicato di recente su 'Lancet'. Secondo la ricerca, condotta da epidemiologi britannici dell'Universita' di Oxford, i contraccettivi ormonali costituiscono le armi di prevenzione piu' efficaci contro i tumori dell'apparato riproduttivo, e non solo. Sembra, infatti, che oltre che al cancro dell'ovaio, l'efficacia protettiva riguardi anche il tumore del colon. "Si tratta di un risultato molto importante", sottolinea Gian Benedetto Melis, ordinario di Ostetricia e ginecologia all'Universita' di Cagliari, tra i presidenti del Congresso straordinario dell'Associazione ginecologi universitari italiani (Agui) che ha preso il via ieri a Cagliari.
Uno studio "che mettera' fine alla cattiva informazione, alla conseguente scarsa fiducia delle donne e degli stessi medici nei confronti del trattamento contraccettivo ormonale e anche della terapia ormonale sostitutiva in menopausa. Non va dimenticato - continua Melis - che il tumore ovarico, essendo di difficile diagnosi, e' un killer silenzioso scoperto spesso in fase avanzata e che quindi, nonostante le cure di ultima generazione, lascia poche speranze di guarigione".
In Italia il carcinoma ovarico colpisce ogni anno 5 mila donne e ne uccide oltre 2.700. Gli esperti sono convinti che la terapia ormonale, utilizzata non solo a scopo contraccettivo, possa rappresentare la via da percorrere per prevenire una malattia difficile da diagnosticare, ma caratterizzata da una forte familiarita'.
"La protezione potrebbe arrivare fino al fino al 60-70%", afferma ancora Melis. "Cio' significa che 6-7 tumori su 10 potrebbero non insorgere grazie all'uso dei contraccettivi ormonali".
In Italia, pero', la contraccezione ormonale e' ancora poco diffusa. "A eccezione della Valle d'Aosta e della Sardegna, in linea con gli altri paesi europe, la sua diffusione tra le donne in eta' fertile non supera il 15-20%, contro una media dell'Europa centro-settentrionale superiore al 30-35%".
Molto, quindi, deve ancora essere fatto per diffondere la fiducia nei confronti non solo di una contraccezione corretta ed efficace (che, oltre a proteggere la salute, ridurrebbe il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza), ma anche della terapia ormonale sostituiva, importante alleato della salute e del benessere della donna nel delicato periodo della menopausa, fra i 50 e i 59 anni.
Il congresso straordinario Agui ha l'obiettivo di riunire i ginecologi universitari "per ribadire il loro ruolo non solo assistenziale, ma anche didattico e scientifico nell'affrontare i problemi della donna. Le sessioni di lavoro affronteranno tematiche legate a tutto il settore delle scienze ginecologiche e ostetriche, comprese l'oncologia, la chirurgia, la sterilita' e le flogosi genitali".
Uno studio "che mettera' fine alla cattiva informazione, alla conseguente scarsa fiducia delle donne e degli stessi medici nei confronti del trattamento contraccettivo ormonale e anche della terapia ormonale sostitutiva in menopausa. Non va dimenticato - continua Melis - che il tumore ovarico, essendo di difficile diagnosi, e' un killer silenzioso scoperto spesso in fase avanzata e che quindi, nonostante le cure di ultima generazione, lascia poche speranze di guarigione".
In Italia il carcinoma ovarico colpisce ogni anno 5 mila donne e ne uccide oltre 2.700. Gli esperti sono convinti che la terapia ormonale, utilizzata non solo a scopo contraccettivo, possa rappresentare la via da percorrere per prevenire una malattia difficile da diagnosticare, ma caratterizzata da una forte familiarita'.
"La protezione potrebbe arrivare fino al fino al 60-70%", afferma ancora Melis. "Cio' significa che 6-7 tumori su 10 potrebbero non insorgere grazie all'uso dei contraccettivi ormonali".
In Italia, pero', la contraccezione ormonale e' ancora poco diffusa. "A eccezione della Valle d'Aosta e della Sardegna, in linea con gli altri paesi europe, la sua diffusione tra le donne in eta' fertile non supera il 15-20%, contro una media dell'Europa centro-settentrionale superiore al 30-35%".
Molto, quindi, deve ancora essere fatto per diffondere la fiducia nei confronti non solo di una contraccezione corretta ed efficace (che, oltre a proteggere la salute, ridurrebbe il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza), ma anche della terapia ormonale sostituiva, importante alleato della salute e del benessere della donna nel delicato periodo della menopausa, fra i 50 e i 59 anni.
Il congresso straordinario Agui ha l'obiettivo di riunire i ginecologi universitari "per ribadire il loro ruolo non solo assistenziale, ma anche didattico e scientifico nell'affrontare i problemi della donna. Le sessioni di lavoro affronteranno tematiche legate a tutto il settore delle scienze ginecologiche e ostetriche, comprese l'oncologia, la chirurgia, la sterilita' e le flogosi genitali".
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