Venerdì 5 giugno 2026
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Aids: genocidio sanitario

AFRICA - SUD AFRICA
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Ci sono vari modi per provocare una carneficina. Con bombe, armi, kamikaze, esecuzioni di massa. Ma puo' bastare anche l'omissione. Se a un paziente con la polmonite il medico prescrive una carota al giorno anziche' gli antibiotici, e' probabile che il malato muoia; e se e' un Governo a impedirne l'uso, difficile evitare un'epidemia. E' piu' o meno quanto avvenuto in Sudafrica con il Governo di Thabo Mbeki, presidente dal 1999 fino a due mesi fa, in materia di Aids. Uno studio dell'Universita' di Harvard, pubblicato la settimana scorsa, dice che in conseguenza della politica sanitaria oscurantista di Mbeki, tra il 2000 e il 2005 sono morti 365.000 sieropositivi privati degli antiretrovirali. Mbeki negava il legame tra sesso e Aids, e si e' sempre rifiutato di promuovere l'uso di questi farmaci -utilizzati con grande efficacia in Occidente e anche in altri Stati africani. Il virologo Max Essex, responsabile della ricerca, ha dichiarato che la risposta sudafricana all'Aids nell'era Mbeki rappresenta "un caso di mala, per non dire malvagia, sanita' pubblica". Zackie Achmat, leader del movimento nazionale sudafricano per i diritti dei sieropositivi sostiene che come si processa un medico se il paziente muore per negligenza, Mbeki dovrebbe rispondere in tribunale di molteplici "crimini".
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