Al congresso mondiale di bioetica si parla d'eutanasia
Marcelo Palacios, presidente della Societa' internazionale di bioetica (SIBI), e' favorevole all'eutanasia intesa come l'aiuto a morire per malati terminali, senza speranza, con un'aspettativa di vita massima di sei mesi. Precisa che "una cosa e' il malato terminale, un'altra e' la persona terminata, per la quale la vita non ha senso". Egli ritiene che si faccia una grande confusione nell'uso del termine eutanasia, che non e' da confondere con "il suicidio assistito o la morte per pieta'".
Il tema sulla decisione del fine vita e' uno dei quattro argomenti in discussione al V° Congresso mondiale di bioetica in corso a Gijon fino al 25 maggio, cui partecipano 600 specialisti di 39 Paesi, con una forte presenza latinoamericana ed europea. Sull'eutanasia Palacios spiega che e' il paziente che puo' rifiutare o accettare un trattamento, mentre il medico deve solo fornirgli informazioni pertinenti. "Tra i diritti del malato c'e' quello di poter rifiutare il trattamento", assicura. Spiega che, da sempre, i medici sospendono il trattamento quando si tratta d'evitare un accanimento sul paziente. A questo proposito fa notare come l'ultimo Codice deontologico dell'Ordine ufficiale dei medici contempli, all'articolo 24, che il medico somministri gli opportuni farmaci anche se cio' puo' contribuire ad abbreviare la vita del malato. Il riferimento, dice Palacios, e' all'utilizzo di morfina ed oppiacei. Personalmente il presidente di SIBI e' piuttosto contento dei progressi spagnoli in quest'ambito, e rimarca che il Parlamento elaborera' una norma sul testamento vitale con l'approvazione di molte Comunita' Autonome. Il testamento vitale si riferisce non solo alla salute, ma anche ai temi economici e d'assistenza o alla possibilita' del paziente di rinunciare alla terapia.
Al congresso sono in discussione anche la bioetica e la ricerca. Per Palacios, la Spagna e' un Paese molto avanzato per regolamentazione etica nel settore della ricerca. "I ricercatori possono lavorare con tranquillita' perche' sono sostenuti da una normativa legislativa", sostiene.
Importanza delle bioleggi
"Le bioleggi sono un fatto fondamentale", nota Palacios, secondo cui, il ricercatore sa come muoversi all'interno di una cornice legale. A questo proposito ricorda che, ancora pochi anni fa, i ricercatori dovevano andare all'estero per fare delle sperimentazioni scientifiche vietate in Spagna.
Il congresso e' suddiviso in quattro blocchi tematici: Liberta' e responsabilita' nella ricerca; Comitati di Bioetica; Le decisioni sul fine vita; Adattabilita' della Bioetica. Ogni giorno viene trattato un tema mediante interventi di mezz'ora, seguiti da comunicazioni. Alcuni dei partecipanti: il britannico Francois Shenfield sulla ricerca con le cellule staminali embrionali; il direttore sanitario dell'ospedale Carlos III, Francisco Gracia, il cui compito e' d'illustrare la situazione della ricerca in rapporto alla normativa spagnola; il belga Gilbert Hottois, che affronta, da prospettive differenti, i Comitati nazionali ed internazionali di Bioetica. Altri partecipanti citati da Palacios: la spagnola Adela Cortina, il venezuelano Ludwig Schmidt e infine Nathalie Kapambalisa della Repubblica Democratica del Congo, con una relazione intitolata "L'assistenza ai pazienti con Hiv: un dilemma etico negli ospedali del Nord-Kivu".
Il tema sulla decisione del fine vita e' uno dei quattro argomenti in discussione al V° Congresso mondiale di bioetica in corso a Gijon fino al 25 maggio, cui partecipano 600 specialisti di 39 Paesi, con una forte presenza latinoamericana ed europea. Sull'eutanasia Palacios spiega che e' il paziente che puo' rifiutare o accettare un trattamento, mentre il medico deve solo fornirgli informazioni pertinenti. "Tra i diritti del malato c'e' quello di poter rifiutare il trattamento", assicura. Spiega che, da sempre, i medici sospendono il trattamento quando si tratta d'evitare un accanimento sul paziente. A questo proposito fa notare come l'ultimo Codice deontologico dell'Ordine ufficiale dei medici contempli, all'articolo 24, che il medico somministri gli opportuni farmaci anche se cio' puo' contribuire ad abbreviare la vita del malato. Il riferimento, dice Palacios, e' all'utilizzo di morfina ed oppiacei. Personalmente il presidente di SIBI e' piuttosto contento dei progressi spagnoli in quest'ambito, e rimarca che il Parlamento elaborera' una norma sul testamento vitale con l'approvazione di molte Comunita' Autonome. Il testamento vitale si riferisce non solo alla salute, ma anche ai temi economici e d'assistenza o alla possibilita' del paziente di rinunciare alla terapia.
Al congresso sono in discussione anche la bioetica e la ricerca. Per Palacios, la Spagna e' un Paese molto avanzato per regolamentazione etica nel settore della ricerca. "I ricercatori possono lavorare con tranquillita' perche' sono sostenuti da una normativa legislativa", sostiene.
Importanza delle bioleggi
"Le bioleggi sono un fatto fondamentale", nota Palacios, secondo cui, il ricercatore sa come muoversi all'interno di una cornice legale. A questo proposito ricorda che, ancora pochi anni fa, i ricercatori dovevano andare all'estero per fare delle sperimentazioni scientifiche vietate in Spagna.
Il congresso e' suddiviso in quattro blocchi tematici: Liberta' e responsabilita' nella ricerca; Comitati di Bioetica; Le decisioni sul fine vita; Adattabilita' della Bioetica. Ogni giorno viene trattato un tema mediante interventi di mezz'ora, seguiti da comunicazioni. Alcuni dei partecipanti: il britannico Francois Shenfield sulla ricerca con le cellule staminali embrionali; il direttore sanitario dell'ospedale Carlos III, Francisco Gracia, il cui compito e' d'illustrare la situazione della ricerca in rapporto alla normativa spagnola; il belga Gilbert Hottois, che affronta, da prospettive differenti, i Comitati nazionali ed internazionali di Bioetica. Altri partecipanti citati da Palacios: la spagnola Adela Cortina, il venezuelano Ludwig Schmidt e infine Nathalie Kapambalisa della Repubblica Democratica del Congo, con una relazione intitolata "L'assistenza ai pazienti con Hiv: un dilemma etico negli ospedali del Nord-Kivu".
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