Al via dibattito in Congresso su riforma immigrazione
Si e' aperto ieri in Congresso il dibattito sulla controversa riforma sull'immigrazione; i proponenti della legge sono convinti più che mai che riusciranno ad ottenerne l'approvazione, dal momento che l'opposizione alla misura è diminuita nettamente nel corso delle ultime due settimane.
"Inizialmente ricevevamo centinaia di telefonate, tutte negative - ha detto al Washington Post il deputato repubblicano Jeff Flake, che conta di discutere l'accordo alla Camera a luglio - ma negli ultimi giorni le cose sono davvero cambiate". I sondaggi suggeriscono che gli americani sono molto più a favore dell'accordo di quanto sostengano gli oppositori della legge.
Secondo un sondaggio condotto da Washington Post-Abc News, il 52% della popolazione supporta l'idea di consentire agli immigrati illegali di rimanere e lavorare negli Stati Uniti pagando una multa. Il 44% è invece contrario.
Fino ad ora, i senatori che hanno raggiunto il compromesso sulla riforma sono stati in grado di mantenerlo integro, rifiutando emendamenti come quello che avrebbe eliminato il programma di lavoro temporaneo, uno dei punti centrali della misura. Gli emendamenti che verranno discussi questa settimana sono più elusivi, e dunque altrettanto pericolosi per la coalizione che supporta la riforma.
Il senatore democratico Robert Menendez cercherà di ampliare il programma di reunificazione familiare, raddoppiando il numero di "carte verdi" disponibili per i genitori di bambini nati negli Stati Uniti. Una proposta che non piace al senatore repubblicano Jon Kyl, che ha condotto i negoziati sulla riforma per conto il suo partito, secondo il quale l'attuale sistema di riunificazione è sfruttato impropriamente da quei clandestini i cui figli sono cittadini americani. I repubblicani della coalizione dovranno opporsi anche ad emendamenti provenienti dal loro stesso partito, come quello sponsorizzato dal senatore John Cornyn per espandere la lista dei crimini che escludono un clandestino dalla legalizzazione.
"Inizialmente ricevevamo centinaia di telefonate, tutte negative - ha detto al Washington Post il deputato repubblicano Jeff Flake, che conta di discutere l'accordo alla Camera a luglio - ma negli ultimi giorni le cose sono davvero cambiate". I sondaggi suggeriscono che gli americani sono molto più a favore dell'accordo di quanto sostengano gli oppositori della legge.
Secondo un sondaggio condotto da Washington Post-Abc News, il 52% della popolazione supporta l'idea di consentire agli immigrati illegali di rimanere e lavorare negli Stati Uniti pagando una multa. Il 44% è invece contrario.
Fino ad ora, i senatori che hanno raggiunto il compromesso sulla riforma sono stati in grado di mantenerlo integro, rifiutando emendamenti come quello che avrebbe eliminato il programma di lavoro temporaneo, uno dei punti centrali della misura. Gli emendamenti che verranno discussi questa settimana sono più elusivi, e dunque altrettanto pericolosi per la coalizione che supporta la riforma.
Il senatore democratico Robert Menendez cercherà di ampliare il programma di reunificazione familiare, raddoppiando il numero di "carte verdi" disponibili per i genitori di bambini nati negli Stati Uniti. Una proposta che non piace al senatore repubblicano Jon Kyl, che ha condotto i negoziati sulla riforma per conto il suo partito, secondo il quale l'attuale sistema di riunificazione è sfruttato impropriamente da quei clandestini i cui figli sono cittadini americani. I repubblicani della coalizione dovranno opporsi anche ad emendamenti provenienti dal loro stesso partito, come quello sponsorizzato dal senatore John Cornyn per espandere la lista dei crimini che escludono un clandestino dalla legalizzazione.
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