Martedì 9 giugno 2026
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Albania. Cala la produzione di droghe, ma i tribunali non emettono sentenze

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Per la prima volta in Albania la produzione della droga leggera e' in calo: lo ha detto oggi il procuratore generale Theodhori Sollaku nel presentare a Tirana un bilancio sull'attivita' della magistratura.
"Per la coltivazione e il commercio di narcotici ci sono stati in un anno 257 procedimenti penali -ha ricordato Sollaku- con 232 imputati di cui 188 in stato di arresto". Altri 43 arresti sono invece stati eseguiti per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Un'attivita' repressiva che appare in crescita rispetto all'anno precedente.
Sollaku ha lamentato il ruolo svolto dalla polizia, che si limiterebbe a colpire i consumatori di droga e non ancora in modo sufficiente gli organizzatori del traffico.
Il procuratore ha fornito anche altre cifre relative al lavoro di investigazione: in particolare ha sottolineato che nel 2002 sono stati aperti 364 procedimenti penali per traffico di clandestini, con 270 arresti per traffico di prostitute. Al di la' delle incriminazioni da parte della procura, resta tuttavia aperto il problema dei tribunali. Solo una minima parte dei procedimenti penali aperti nei confronti di trafficanti, si conclude infatti con condanne adeguate. A denunciare il fenomeno e' il presidente della repubblica, Alfred Moisiu, che oggi ha preso la parola al termine della relazione di Sollaku: "La mancanza di una punizione rapida e giusta e' uno dei fattori che tiene in vita il crimine e la corruzione. Le indagini e i processi troppo lunghi salvano i criminali. I magistrati incapaci, corrotti e pavidi si devono fare da parte, perche' l'Albania non puo' piu' convivere con il crimine".
Preoccupazione sull'attivita' della magistratura albanese era stata espressa ieri a Vienna anche dall'ambasciatore Osce a Tirana Osmo Lipponen: "Purtroppo la pubblicizzazione dei successi nella lotta ai traffici non e' stata seguita da altrettanta trasparenza sui processi ai responsabili che dovrebbero essere seguiti", aveva dichiarato l'ambasciatore intervenendo al consiglio permanente dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. "La mancanza di processi con condanne adeguate nei confronti degli autori di gravi reati rimane tuttora motivo di particolare preoccupazione".
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