D'Alema: meglio nessuna legge sul testamento biologico
Le leggi sui temi etici o sono inutili come nel caso del testamento biologico o ipocrite come in quello della fecondazione. Piuttosto su queste grandi tematiche occorrerebbe riaprire un confronto pubblico "che non sia semplicemente una contrapposizione simbolica" tra laici e cattolici.
Questa l'indicazione di Massimo D'Alema che al seminario di 'Italianieuropei' a Marina di Camerota parla cosi' del rapporto tra le tematiche eticamente sensibili e la politica. "Noi siamo chiamati a uno sforzo per lavorare a valori condivisi. Questo il grande compito di una sinistra che vuole dare ordine alla globalizzazione".
"Io credo che noi dobbiamo cercare di sfuggire alle guerre di religione. La mia personale posizione e' che in materie come il testamento biologico era meglio non fare nessuna legge, questa era la soluzione piu' laica. C'e' gia' la Costituzione e la saggezza dell'autoregolamentazione dei medici e delle famiglie. Spero -dice D'Alema- che finita l'esibizione muscolare al Senato, la cosa si fermi li' e si apra invece un grande dibattito. Non serve, infatti, una legge. Come si fa a stabilire per legge il confine tra l'accanimento terapeutico ed il diritto ad essere curati fino alla fine dei propri giorni? Sono scelte etiche e individuali. Ritengo che attorno a questi temi sia bene che ci siano meno dispute legislative e piuttosto riaprire un dibattito culturale".
Questo vale anche per la fecondazione e la legge 40. "Qui siamo ai limiti dell'ipocrisia. Che senso ha fare una legge punitiva per le donne, come la legge 40, e poi per aggirarla basta varcare il confine?
C'e' un velo di ipocrisia che i cattolici dovrebbero comprendere e quindi credo che anche su questo tema si debba riaprire un confronto con il mondo cattolico e lavorare per uscire dalla contrapposizione di carattere simbolico".
Questa l'indicazione di Massimo D'Alema che al seminario di 'Italianieuropei' a Marina di Camerota parla cosi' del rapporto tra le tematiche eticamente sensibili e la politica. "Noi siamo chiamati a uno sforzo per lavorare a valori condivisi. Questo il grande compito di una sinistra che vuole dare ordine alla globalizzazione".
"Io credo che noi dobbiamo cercare di sfuggire alle guerre di religione. La mia personale posizione e' che in materie come il testamento biologico era meglio non fare nessuna legge, questa era la soluzione piu' laica. C'e' gia' la Costituzione e la saggezza dell'autoregolamentazione dei medici e delle famiglie. Spero -dice D'Alema- che finita l'esibizione muscolare al Senato, la cosa si fermi li' e si apra invece un grande dibattito. Non serve, infatti, una legge. Come si fa a stabilire per legge il confine tra l'accanimento terapeutico ed il diritto ad essere curati fino alla fine dei propri giorni? Sono scelte etiche e individuali. Ritengo che attorno a questi temi sia bene che ci siano meno dispute legislative e piuttosto riaprire un dibattito culturale".
Questo vale anche per la fecondazione e la legge 40. "Qui siamo ai limiti dell'ipocrisia. Che senso ha fare una legge punitiva per le donne, come la legge 40, e poi per aggirarla basta varcare il confine?
C'e' un velo di ipocrisia che i cattolici dovrebbero comprendere e quindi credo che anche su questo tema si debba riaprire un confronto con il mondo cattolico e lavorare per uscire dalla contrapposizione di carattere simbolico".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti