Lunedì 8 giugno 2026
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Alemanno-Fassino, prove di dialogo sull'immigrazione?

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La necessita' di una 'politica' e di una 'collaborazione europea' per 'regolare non solo i flussi extracomunitari ma anche i flussi interni' all'Unione europea. Ne ha discusso ieri il sindaco di Roma Gianni Alemanno intervenendo alla trasmissione 'Uno Mattina'. Alemanno ha parlato dei 'grandi squilibri che ci sono in Europa', della necessita' di 'una regolazione per evitare che le persone 'meno qualificate' si spostino da un Paese all'altro' e, inoltre, della possibilita' di 'una collaborazione vera fra governo italiano e governo rumeno. Qui non si tratta di demonizzare i romeni, si tratta di dire che chi viola la legge va fuori'. 'Abbiamo un dovere di solidarieta' e di rispetto di ogni persona umana ce lo insegna la dottrina sociale della Chiesa e ce lo insegnano i nostri valori e non e' in discussione. Il punto e' che ci deve essere una barriera nettissima tra chi e' dentro le regole e chi e' fuori le regole. Per questi ci deve essere una forte sanzione, altrimenti, se non facciamo distinzione, facciamo caos e pagano i piu' deboli, anche nei campi rom'.   

"La legge Bossi-Fini non prevede l'accompagnamento alla frontiera per chi viene allontanato: siamo d'accordo a modificare la legge per prevedere l'accompagnamento". Lo dice a Porta a Porta l'esponente del Pd Piero Fassino, interloquendo con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. "E' evidente- dice Fassino- che se i cittadini sentono che una persona ha reiterato un reato e non e' stato espulso provino disagio, ma e' una semplificazione quella di dire che il centrosinistra e' lassista. In realta'- spiega l'esponente del Pd- lo stesso Franco Frattini ha affermato pubblicamente, due giorni dopo le elezioni politiche, che la Bossi-Fini non prevede l'accompagnamento, mentre in campagna elettorale e' stato detto che eravamo noi a non volerli fare". Per Alemanno, pero', "le politiche del governo Prodi in questi anni non sono state tese a migliorare quella legge, ma a depotenziarla".    

 'Ci sono situazioni che non possono che essere denunciate come ingiuste. Sto pensando al lavoro nero o sottopagato al quale sono costretti non pochi dipendenti, tra cui, specialmente, uomini e donne immigrati'. Lo ha affermato l'arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, nella veglia di preghiera fra i lavoratori, questa sera a Sesto San Giovanni, storico centro industriale al confine con il capoluogo lombardo alla vigilia del Primo Maggio. In un discorso tutto incentrato sulla dignita' della persona, dei lavoratori italiani e immigrati, della famiglia e sul problema della casa, il cardinale ha proseguito sul tema del lavoro irregolare e degli incidenti: 'Non rispettare la dignita' di persone, trattarle ingiustamente perche' si sfrutta la loro condizione di bisogno, e' come strappare loro la speranza dal cuore e per tutti noi significa perdere la sfida di qualificarci come persone coerenti a quei principi che rendono nobile una cultura e grande una civilta''. 'Sto pensando - ha aggiunto - anche a quelle condizioni di lavoro in cui l'uomo rischia di essere considerato non come persona ma come strumento da utilizzare al limite delle sue possibilita' per conseguire obiettivi produttivi sempre piu' elevati: cosi' si finisce per porre le premesse per incidenti anche mortali. La cronaca riporta in primo piano drammatici episodi di tante persone, pure nella nostra Diocesi, che hanno perso la vita svolgendo il proprio lavoro. Questi fatti rendono urgente non solo lo studio delle cause, ma anche l'impegno concreto per rimuoverle con prontezza e in modo definitivo'. Tettamanzi ha ricordato due Papi, Paolo VI e Giovanni Paolo II, che si incontrarono con i lavoratori proprio a Sesto San Giovanni considerata 'citta' simbolo del lavoro'. Quindi si e' soffermato 'sull'immutabile della dignita' della persona nel mondo che cambia'. 'Da sola la famiglia - ha sottolineato- non basta per affrontare i cambiamenti nel mondo del lavoro: ha bisogno di essere aiutata tutta una cultura sociale e politica che la riconosca come soggetto sociale primario e insostituibile!'. 'Penso - ha aggiunto fra l'altro - alle donne che lavorano. Non basta affermare il diritto alle pari opportunita', occorre realizzare le condizioni concrete per consentire alle madri di coniugare lavoro e famiglia: non discriminando le lavoratrici che chiedono il part-time, attrezzando un numero adeguato di asili nido e scuole dell'infanzia'. Tettamanzi ha parlato della condizione dei lavoratori stranieri: il 'problema del ricongiungimento familiare dei lavoratori immigrati e' il primo passo per promuovere l'integrazione nel nostro Paese e non perdere l'occasione del reciproco arricchimento tra culture e cittadinanze diverse'. Infine, il tema della casa: 'I parroci mi hanno scritto rilevando come 'la scarsita' di appartamenti in affitto a prezzi accessibili sta trasformando Milano in una citta' di case senza abitanti, perche' edificate e acquistate come forma di investimento, e di abitanti senza casa''. 'Auspico - ha concluso - che si crei una stretta e virtuosa alleanza solidale tra le istituzioni, le imprese economiche e le forze sociali. Se i cambiamenti del mondo del lavoro con l'abbandono di molte fabbriche hanno originato nuovi spazi destinati ad operazioni edilizie - le aree dimesse - non e' possibile programmare il loro utilizzo favorendo anche l'edilizia popolare e cosi' rispondere al bisogno di molte famiglie?'.    
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