Alla Camera prosegue l'iter per riformare la Bossi-Fini
Bossi-Fini.Entra nel vivo il confronto per la messa a punto della riforma della legge Fini-Bossi sulla immigrazione. Dopo l'ampia discussione generale svoltasi nelle ultime settimane e la decisione di adottare il ddl governativo 2976 come testo base, e' stato fissato per venerdi' prossimo in Commissione Affari Costituzionali il termine per la presentazione degli emendamenti. Il contrasto frontale sinora emerso in merito tra maggioranza ed opposizione fa prevedere che sull'iter di questo provvedimento si scarichera' una pioggia di proposte emendative dirette soprattutto a rendere lungo e complesso l'iter referente del provvedimento che, anche alla luce del fitto ruolino di marcia dell'Assemblea, non potra' passare al vaglio dell'Aula prima del prossimo gennaio.
Sfruttamento immigrati. E' atteso per questa settimana, compatibilmente con i tempi di esame del ddl di conversione del decreto legge 159 su sviluppo ed equita' sociale connesso alla finanziaria 2008 e sul quale e' stata posta la fiducia, l'esame in Assemblea del ddl 2784 contenente varie sanzioni per contrastare lo sfruttamento di lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale. Il testo e' stato gia' approvato dal Senato, ma in Commissione Giustizia sono stati apportati vari ritocchi anche per evitare che la prevista chiusura per 1 mese dell'impresa in cui sia stato accertato il grave sfruttamento di almeno tre immigrati in nero si traduca in un grave danno anche per gli altri lavoratori.
Sfruttamento immigrati. E' atteso per questa settimana, compatibilmente con i tempi di esame del ddl di conversione del decreto legge 159 su sviluppo ed equita' sociale connesso alla finanziaria 2008 e sul quale e' stata posta la fiducia, l'esame in Assemblea del ddl 2784 contenente varie sanzioni per contrastare lo sfruttamento di lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale. Il testo e' stato gia' approvato dal Senato, ma in Commissione Giustizia sono stati apportati vari ritocchi anche per evitare che la prevista chiusura per 1 mese dell'impresa in cui sia stato accertato il grave sfruttamento di almeno tre immigrati in nero si traduca in un grave danno anche per gli altri lavoratori.
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