Alla ricerca di un nuovo modello per rendere piu' efficienti le staminali riprogrammate Ips
"Collo di bottiglia" definisce cosí Shinya Yamanaka (Kyoto University, Japan), la particolare difficoltà di ottenere cellule staminali pluripotenti indotte (induced pluripotent stem, iPS), efficienti e "pronte all'uso" e in grado di far superare il problema etico posto dalla produzione di cellule staminali tramite la distruzione di embrioni umani.
La maggior parte, se non tutti i tipi di cellule del nostro corpo possono essere riprogrammate per diventare simili alle cellule staminali, ma non è cosí semplice come sembrava, dice Yamanaka su Nature di questa settimana che sta pensando ad un cambiamento nel modo di riprogrammare le cellule se si vuole veramente ottenere iPS efficienti e affidabili da usare nella pratica clinica.
Yamanaka è stato il primo scienziato a riprogrammare cellule mature differenziate in iPS usando un retrovirus per introdurre all'interno delle cellule quella che lui definisce "una manciata di fattori o geni". I risultati, allora, sembravano soddisfacenti, tanto da far tirare un sospiro di sollievo a chi per ragioni etiche si opponeva, paventando la produzione di cellule staminali, qualora queste fossero estratte da embrioni ai primi stadi di vita.
Ma presto, fu evidente che il processo di riprogrammazione era inefficiente e spesso incompleto.
Ora Yamanaka propone un modello in cui la maggior parte o tutte le cellule, date le giuste condizioni, hanno la potenzialità di diventare simili a cellule staminali : i fattori riprogrammanti, dice, devono essere espressi secondo un particolare protocollo e altri processi biologici che non hanno natura genetica, come i livelli di metilazione, che probabilmente sono cruciali, non sono da sottovalutare. Solo quando questi fattori potranno essere controllati in modo affidabile, le cellule staminali indotte potranno raggiungere tutte le loro potenzialità ed avere un ruolo primario nella ricerca medica sulle malattie, e nella medicita regenerativa e nella tossicologia.
La maggior parte, se non tutti i tipi di cellule del nostro corpo possono essere riprogrammate per diventare simili alle cellule staminali, ma non è cosí semplice come sembrava, dice Yamanaka su Nature di questa settimana che sta pensando ad un cambiamento nel modo di riprogrammare le cellule se si vuole veramente ottenere iPS efficienti e affidabili da usare nella pratica clinica.
Yamanaka è stato il primo scienziato a riprogrammare cellule mature differenziate in iPS usando un retrovirus per introdurre all'interno delle cellule quella che lui definisce "una manciata di fattori o geni". I risultati, allora, sembravano soddisfacenti, tanto da far tirare un sospiro di sollievo a chi per ragioni etiche si opponeva, paventando la produzione di cellule staminali, qualora queste fossero estratte da embrioni ai primi stadi di vita.
Ma presto, fu evidente che il processo di riprogrammazione era inefficiente e spesso incompleto.
Ora Yamanaka propone un modello in cui la maggior parte o tutte le cellule, date le giuste condizioni, hanno la potenzialità di diventare simili a cellule staminali : i fattori riprogrammanti, dice, devono essere espressi secondo un particolare protocollo e altri processi biologici che non hanno natura genetica, come i livelli di metilazione, che probabilmente sono cruciali, non sono da sottovalutare. Solo quando questi fattori potranno essere controllati in modo affidabile, le cellule staminali indotte potranno raggiungere tutte le loro potenzialità ed avere un ruolo primario nella ricerca medica sulle malattie, e nella medicita regenerativa e nella tossicologia.
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