Allattamento al seno: pareri discordanti
Qual'è la durata ideale dell'allattamento al seno? L'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) risponde che vanno bene sei mesi, e senza aggiunta di pappe o latte artificiale. Un consiglio seguito per altro dal 65% dei Paesi Ue. Ma sul British Medical Journal compare uno studio diretto da Mary Fewtrell dell'University College di Londra, difforme dalla raccomandazione dell'Oms -che anzi è giudicata priva di riscontri convincenti e bisognosa d'aggiornamenti. Dall'esame dei dati disponibili l'équipe conclude che, nel mondo occidentale, l'allattamento esclusivo al seno non dovrebbe superare i quattro mesi per non far correre al bambino il rischio di possibili allergie e di mancanza di ferro. Inoltre, l'aggiunta di pappe avrebbe il merito di fargli sperimentare nuovi sapori e di prepararlo ad apprezzare cibi importanti come le verdure. Dalla nuova "regola" escludono però i Paesi poveri; in quel caso il latte materno è il miglior antidoto all'acqua infetta e alla scarsa igiene alimentare.
Il consiglio dell'Oms si basa sulla valutazione sistematica di vari studi che, nel 2000, ha portato a quella conclusione. Anche in Germania e in Gran Bretagna ci sono state ricerche simili, ma il risultato più evidente è che di solito le mamme procedono allo svezzamento graduale verso i quattro mesi. Perché allora gli studiosi britannici si soffermano sui sei mesi? Perchè, dicono, si sta profilando una nuova tendenza: le neomamme vogliono prolungare l'allattamento al seno il più possibile. Che abbiano ragione o no, bisogna riferire dell'accusa che pesa sugli autori dello studio, forse fin troppo scontata: quella di essere al servizio dell'industria dei cibi per l'infanzia.
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