Allerta integratori alimentari per le conseguenze sul fegato
Gli integratori alimentari sono un ottimo affare per chi li produce. Ma numerose ricerche attestano che certe loro sostanze compromettono il fegato. All'incontro annuale dell'Associazione tedesca per le malattie digestive e del metabolismo, tenuto a Stoccarda la settimana scorsa, è stato detto che bisogna assolutamente far presenti questi rischi. Gli integratori sono non solo superflui, spesso sono anche dannosi. In alcuni pazienti i medici hanno potuto riscontrare con certezza il mal funzionamento del fegato in concomitanza con l'assunzione di integratori.
Per promuoverli, i produttori vantano per esempio il contenuto di estratto di curcumina in funzione antinfiammatoria e antidolorifica, oltre alla migliore tollerabilità rispetto alle medicine con obbligo di ricetta. Ma è vero il contrario, è stato detto. Nelle capsule degli integratori sono presenti fino a 50 milligrammi di nimesulide, sostanza tutt'altro che innocua, e comunque in una quantità non ammessa in Europa. Il fatto è che gli integratori non sono soggetti alla legge sui farmaci, e spesso non si capisce dove siano stati prodotti e confezionati né con quali norme igieniche. Così, il mercato degli integratori è difficile da controllare, soprattutto perché molti li vendono solo in Internet.
Secondo Burkhard Goeke, specialista di malattie del metabolismo dell'Università Ludwig-Maximilian di Monaco, in Germania è difficile parlare di carenze alimentari, dunque gli integratori non servono. Fanno eccezione i pazienti con problemi specifici -disfunzione del pancreas o perdita di parti dell'intestino-, ma in quei casi ci pensa il medico a prescrivere ciò che manca.
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