Sabato 6 giugno 2026
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Alta Corte: anche il minore ha il diritto di rifiutare cure salvavita

U.E. - GRAN BRETAGNA
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No alle cure contro il suo volere. Una ragazzina britannica di 13 anni, gravemente malata, ha vinta la sua battaglia per rifiutare il trapianto di cuore, l'intervento salvavita a cui l'ospedale voleva sottoporla, ma che lei non aveva intenzione di ricevere. Con una sentenza destinata a far discutere, l'Alta Corte di Londra ha dato ragione ad Hanna, accogliendo la sua richiesta di morire con dignita', circondata da familiari e amici. Per i giudizi, la ragazzina e' matura abbastanza per decidere per se stessa.

I medici dell'ospedale di Hereford, che l'hanno in cura, chiedevano invece all'Alta Corte di sottrarre la giovane temporaneamente alla custodia dei genitori, per permettere l'esecuzione del trapianto. Hanna soffre da 5 anni di una rara forma di leucemia. A causa delle cure a cui e' stata sottoposta, le e' venuto un buco al cuore, che ha spinto i medici a decidere a luglio dello scorso anno per il trapianto. Una terapia, secondo gli specialisti, risolutiva. L'adolescente pero' la rifiuta: teme che l'intervento possa non funzionare o che, anche se fosse efficace, sarebbe seguito da cure continue.

L'Herefordshire Primary Care Trust si e' rivolto cosi' all'Alta Corte a febbraio di quest'anno e la ragazza e' stata ascoltata dall'Ufficio di protezione dell'infanzia, che ha constatato l'irremovibilita' della sua decisione. Dalla sua parte anche i genitori, intenzionati a rispettarne la volonta'. "Hanna - afferma il padre, Andrew Jones - ha preso la sua decisione da sola, in modo consapevole, anche se aveva appena 12 anni. E non ha cambiato idea. Ho grande ammirazione per lei e noi dobbiamo appoggiarla e sostenere la sua decisione".
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