Altra tragedia in alto mare: 21 cadaveri trovati a sud dell'isola
E' l'ennesima tragedia dell'immigrazione clandestina. Ventuno cadaveri sono stati recuperati ieri pomeriggio da una fregata militare francese 120 miglia a sud di Malta. Non si sa chi sono, non si sa da dove provenissero. E in serata non si sapeva neppure dove portare i corpi. Secondo La Valletta, dove era diretta la nave francese, devono essere trasportati a Tripoli: ne e' nato un caso diplomatico.
Il recupero dei cadaveri e' avvenuto intorno alle 17 da parte della nave della Marina francese 'La Motte Picquet'. Scarne, o nulle, le notizie sulle circostanze del ritrovamento, sul giorno del naufragio - ma sembra che i corpi non siano rimasti in acqua per molto tempo - e sul numero stesso delle vittime. Il capo delle Forze armate maltesi, Carmel Vassallo, ha solo confermato che il Centro di coordinamento per le ricerche e il soccorso in mare de La Valletta ha avuto la segnalazione da una nave militare francese di 'alcuni cadaveri di clandestini in mare' nel Golfo della Sirte, di fronte alle coste libiche. Nessun altro particolare.
Secondo le autorita' maltesi la zona dove e' avvenuto il naufragio non ricade sotto la loro competenza per quanto riguarda le operazioni di ricerca e soccorso. Stando ad indiscrezioni raccolte a Malta, il governo de La Valletta avrebbe eccepito che i corpi dovrebbero essere trasportati a Tripoli, in quanto il naufragio e' avvenuto in acque che ricadono sotto la competenza libica. Per questo la nave militare francese, che sembra stesse dirigendo proprio su Malta, si e' fermata in attesa che le trattative diplomatiche tra i paesi interessati sblocchino la situazione.
Nei giorni scorsi due barconi, entrambi con 27 immigrati, avevano fatto naufragio tra le coste libiche e quelle maltesi.
In tutti e due i casi gli extracomunitari sono riusciti a salvarsi aggrappandosi ad alcune gabbie per l'allevamento dei tonni trainate da un rimorchiatore maltese, il Budafel, e da un peschereccio italiano, l'Esaco.
Un'altra vicenda legata al dramma dell'immigrazione clandestina, che nei giorni scorsi si e' dipanata tra le coste libiche e quelle maltesi, nella stessa zona dove oggi e' avvenuto l'ennesimo naufragio, e' quella che riguarda un barcone 'fantasma', avvistato il 21 maggio scorso a 88 miglia a Sud di Malta e di cui si erano poi perse le tracce. Proprio ieri un sito gestito da rifugiati eritrei, sulla base di alcune segnalazioni ricevute da loro connazionali, ha reso noto che i 57 immigrati che erano a bordo della 'carretta' sarebbero tutti salvi, anche se detenuti in condizioni disumane in una prigione libica. Il barcone, secondo questa ricostruzione, sarebbe stato spinto nuovamente dalle correnti verso le coste nordafricane, prima di essere intercettato dalla motovedette libiche.
Intanto proprio oggi l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha espresso 'grande preoccupazione per la mancanza di un impegno forte ed uniforme da parte degli Stati rivieraschi del Mediterraneo nell'ambito della ricerca e soccorso in mare e nel permettere lo sbarco immediato delle persone tratte in salvo da imbarcazioni impegnate in attivita' di pesca'. A causa di cio', afferma l' Unhcr, 'nelle ultime settimane molte imbarcazioni precarie o alla deriva con a bordo un numero elevato di persone che tentavano di raggiungere l'Europa sono state ignorate o lasciate in balia delle onde, e alcuni capitani non hanno onorato sia i loro obblighi dettati del diritto marittimo che l'antica tradizione del salvataggio di persone in difficolta' in mare'.
Il recupero dei cadaveri e' avvenuto intorno alle 17 da parte della nave della Marina francese 'La Motte Picquet'. Scarne, o nulle, le notizie sulle circostanze del ritrovamento, sul giorno del naufragio - ma sembra che i corpi non siano rimasti in acqua per molto tempo - e sul numero stesso delle vittime. Il capo delle Forze armate maltesi, Carmel Vassallo, ha solo confermato che il Centro di coordinamento per le ricerche e il soccorso in mare de La Valletta ha avuto la segnalazione da una nave militare francese di 'alcuni cadaveri di clandestini in mare' nel Golfo della Sirte, di fronte alle coste libiche. Nessun altro particolare.
Secondo le autorita' maltesi la zona dove e' avvenuto il naufragio non ricade sotto la loro competenza per quanto riguarda le operazioni di ricerca e soccorso. Stando ad indiscrezioni raccolte a Malta, il governo de La Valletta avrebbe eccepito che i corpi dovrebbero essere trasportati a Tripoli, in quanto il naufragio e' avvenuto in acque che ricadono sotto la competenza libica. Per questo la nave militare francese, che sembra stesse dirigendo proprio su Malta, si e' fermata in attesa che le trattative diplomatiche tra i paesi interessati sblocchino la situazione.
Nei giorni scorsi due barconi, entrambi con 27 immigrati, avevano fatto naufragio tra le coste libiche e quelle maltesi.
In tutti e due i casi gli extracomunitari sono riusciti a salvarsi aggrappandosi ad alcune gabbie per l'allevamento dei tonni trainate da un rimorchiatore maltese, il Budafel, e da un peschereccio italiano, l'Esaco.
Un'altra vicenda legata al dramma dell'immigrazione clandestina, che nei giorni scorsi si e' dipanata tra le coste libiche e quelle maltesi, nella stessa zona dove oggi e' avvenuto l'ennesimo naufragio, e' quella che riguarda un barcone 'fantasma', avvistato il 21 maggio scorso a 88 miglia a Sud di Malta e di cui si erano poi perse le tracce. Proprio ieri un sito gestito da rifugiati eritrei, sulla base di alcune segnalazioni ricevute da loro connazionali, ha reso noto che i 57 immigrati che erano a bordo della 'carretta' sarebbero tutti salvi, anche se detenuti in condizioni disumane in una prigione libica. Il barcone, secondo questa ricostruzione, sarebbe stato spinto nuovamente dalle correnti verso le coste nordafricane, prima di essere intercettato dalla motovedette libiche.
Intanto proprio oggi l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha espresso 'grande preoccupazione per la mancanza di un impegno forte ed uniforme da parte degli Stati rivieraschi del Mediterraneo nell'ambito della ricerca e soccorso in mare e nel permettere lo sbarco immediato delle persone tratte in salvo da imbarcazioni impegnate in attivita' di pesca'. A causa di cio', afferma l' Unhcr, 'nelle ultime settimane molte imbarcazioni precarie o alla deriva con a bordo un numero elevato di persone che tentavano di raggiungere l'Europa sono state ignorate o lasciate in balia delle onde, e alcuni capitani non hanno onorato sia i loro obblighi dettati del diritto marittimo che l'antica tradizione del salvataggio di persone in difficolta' in mare'.
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