Amato contro esame lingua italiana per immigrati
L'Italia non deve fare come l'Olanda, che ha imposto un esame di olandese per gli extracomunitari che si vogliono stabilire in quel Paese. Ne' e' convinto il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, che ha parlato alla presentazione di una ricerca sulla percezione degli immigrati. Dure critiche sono arrivate dall'opposizione.
NO ESAMI ITALIANO PER EXTRACOMUNITARI - 'Non sono d'accordo - ha spiegato Amato, rispondendo ad una sollecitazione del vicedirettore del Corriere della sera, Magdi Allam - con gli olandesi, che forse sono impauriti dall'Islam, ma noi siamo una societa' diversa. Non bisogna alzare il ponte levatoio'. Il ministro ha quindi attinto ai suoi ricordi familiari per motivare ulteriormente la sua posizione. 'Se fosse stata in vigore la regola olandese - ha osservato - mia zia non sarebbe mai entrata negli Stati Uniti, visto che quando lo ha fatto parlava a malapena l'italiano, figuriamoci l'inglese'. Diversa la situazione di chi chiede la cittadinanza italiana. In questo caso, secondo il ministro, 'lo straniero dovra' conoscere l'italiano ed anche dimostrare di condividere alcuni nostri valori'.
SENZA STRANIERI, ITALIA DECREPITA - Amato ha poi sottolineato l'importanza dell'immigrazione per contrastare la tendenza all'invecchiamento della popolazione italiana. 'Siamo un Paese - ha rilevato - destinato ad un pauroso invecchiamento: cosi' stando le cose, e' previsto che nel 2040 il numero degli ultraottantenni sara' uguale a quello dei minori di venti anni.
Vogliamo dunque diventare un Paese sempre piu' vecchio? Vogliamo chiuderci all'immigrazione? Un Paese che fa questa scelta e' destinato a declinare'. Purtroppo, ha proseguito, 'il ceto politico rischia di condannare il Paese se insiste con i pregiudizi ideologici su questi temi: cio' e' irresponsabile'.
Il ministro ha anche criticato chi si oppone al ricongiungimento familiare per gli immigrati. Si tratta, ha detto, 'di una stupidita' contraria alla sicurezza, e' un errore politico.
L'immigrato che e' qui con la famiglia da un'altra parte e' uno spostato che non si integrera' mai'.
CENTRODESTRA ATTACCA, AMATO FUORI DA REALTA' - Le parole di Amato sono state duramente criticate dagli esponenti del centrodestra. Il ministro, ha dichiarato Maurizio Gasparri (An), 'vive fuori dalla realta'. E' troppo preso dalla sua politica delle porte aperte a possibili elettori che non si rende conto del cattivo servizio che sta rendendo all'Italia. Piuttosto che promuovere la nostra lingua nel mondo, la vuole distruggere'.
Duro anche il coordinatore della Lega Nord, Roberto Calderoli.
'Solo Amato - ha spiegato - non vede la verita': tutto il resto del mondo introduce l'esame di lingua per gli immigrati ma per lui non serve'. Sulle stesse posizioni Jole Santelli (Fi). 'Il ddl Amato-Ferrero - ha osservato - consente di arrivare in Italia anche in assenza di un lavoro. Oggi il ministro dell'Interno ci viene a raccontare che non e' necessario nemmeno che parlino la nostra lingua. La domanda sorge spontanea: ma come pensa il ministro che questi immigrati possano vivere nel nostro Paese, come potranno integrarsi?'.
NO ESAMI ITALIANO PER EXTRACOMUNITARI - 'Non sono d'accordo - ha spiegato Amato, rispondendo ad una sollecitazione del vicedirettore del Corriere della sera, Magdi Allam - con gli olandesi, che forse sono impauriti dall'Islam, ma noi siamo una societa' diversa. Non bisogna alzare il ponte levatoio'. Il ministro ha quindi attinto ai suoi ricordi familiari per motivare ulteriormente la sua posizione. 'Se fosse stata in vigore la regola olandese - ha osservato - mia zia non sarebbe mai entrata negli Stati Uniti, visto che quando lo ha fatto parlava a malapena l'italiano, figuriamoci l'inglese'. Diversa la situazione di chi chiede la cittadinanza italiana. In questo caso, secondo il ministro, 'lo straniero dovra' conoscere l'italiano ed anche dimostrare di condividere alcuni nostri valori'.
SENZA STRANIERI, ITALIA DECREPITA - Amato ha poi sottolineato l'importanza dell'immigrazione per contrastare la tendenza all'invecchiamento della popolazione italiana. 'Siamo un Paese - ha rilevato - destinato ad un pauroso invecchiamento: cosi' stando le cose, e' previsto che nel 2040 il numero degli ultraottantenni sara' uguale a quello dei minori di venti anni.
Vogliamo dunque diventare un Paese sempre piu' vecchio? Vogliamo chiuderci all'immigrazione? Un Paese che fa questa scelta e' destinato a declinare'. Purtroppo, ha proseguito, 'il ceto politico rischia di condannare il Paese se insiste con i pregiudizi ideologici su questi temi: cio' e' irresponsabile'.
Il ministro ha anche criticato chi si oppone al ricongiungimento familiare per gli immigrati. Si tratta, ha detto, 'di una stupidita' contraria alla sicurezza, e' un errore politico.
L'immigrato che e' qui con la famiglia da un'altra parte e' uno spostato che non si integrera' mai'.
CENTRODESTRA ATTACCA, AMATO FUORI DA REALTA' - Le parole di Amato sono state duramente criticate dagli esponenti del centrodestra. Il ministro, ha dichiarato Maurizio Gasparri (An), 'vive fuori dalla realta'. E' troppo preso dalla sua politica delle porte aperte a possibili elettori che non si rende conto del cattivo servizio che sta rendendo all'Italia. Piuttosto che promuovere la nostra lingua nel mondo, la vuole distruggere'.
Duro anche il coordinatore della Lega Nord, Roberto Calderoli.
'Solo Amato - ha spiegato - non vede la verita': tutto il resto del mondo introduce l'esame di lingua per gli immigrati ma per lui non serve'. Sulle stesse posizioni Jole Santelli (Fi). 'Il ddl Amato-Ferrero - ha osservato - consente di arrivare in Italia anche in assenza di un lavoro. Oggi il ministro dell'Interno ci viene a raccontare che non e' necessario nemmeno che parlino la nostra lingua. La domanda sorge spontanea: ma come pensa il ministro che questi immigrati possano vivere nel nostro Paese, come potranno integrarsi?'.
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