Sabato 6 giugno 2026
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Amato firma accordo con Slovenia su immigrazione clandestina

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha firmato oggi, a Lubiana, con il collega della Repubblica di Slovenia, Dragutin Mate, un accordo bilaterale tra Italia e Slovenia sulla cooperazione transfrontaliera, anche in materia di contrasto all'immigrazione clandestina.

L'accordo, che mira ad aggiornare un'intesa preesistente - rafforzando e rendendo la collaborazione tra i due Paesi più aderente alle attuali esigenze di tutela della sicurezza - prevede: lo scambio di informazioni e l'analisi congiunta dello stato della sicurezza transfrontaliera; su richiesta, la reciproca assistenza nella prevenzione e repressione dei reati; iniziative formative e di aggiornamento, anche attraverso seminari comuni; su richiesta e senza limiti spaziali, l'osservazione e il pedinamento transfrontaliero di persone indiziate di reati per i quali è possibile l'estradizione; anche senza preventiva richiesta, ma entro un limite di 30 km dal confine, l'inseguimento transfrontaliero; la possibilità di distaccare, nel territorio dell'altra Parte, Ufficiali di collegamento, nonché di creare gruppi di lavoro e di indagine congiunti con compiti di studio, analisi e consulenza; l'istituzione di pattuglie miste lungo i confini a fini preventivi e di repressione; forme di cooperazione (scambi di informazioni e di esperienze) in materia di polizia stradale e reciproca assistenza in occasione di rilevanti manifestazioni pubbliche.

Ai fini di sviluppo della cooperazione, l'intesa prevede la realizzazione di incontri di esperti per definire gli aspetti tecnici della cooperazione e per formulare nuove proposte.

"Sono molto soddisfatto dell'incontro e della cooperazione che esiste tra i nostri due Paesi" ha dichiarato il Ministro Amato "e di questo accordo che la rende ancora più stretta".
"Con Schengen Italia e Slovenia stanno ormai diventando un'unica regione" ha proseguito Amato. "Il controllo dell'immigrazione clandestina e della criminalità diventa quindi un problema comune. Questo significa che le nostre polizie devono disporre delle stesse informazioni e devono lavorare insieme. L'accordo serve in primo luogo a questo: migliorare ed estendere il livello delle informazioni condivise e lavorare con squadre comuni".
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