Amato su rumeni: rivedere Schengen. Frattini contrario
Il ministro dell'Interno Giuliano Amato chiede che venga modificata la direttiva Ue del 2004 sulla libera circolazione dei cittadini comunitari, la cui interpretazione è stata al centro delle polemiche, in Italia, sugli immigrati rumeni e rom e sui problemi di sicurezza e ordine pubblico. Le modifiche dovrebbero mirare ad affrontare la nuova dimensione, di massa e non più individuale, dell'immigrazione interna all'Ue proveniente da nuovi Stati membri a bassissimo reddito, come la Romania. Amato ne parla in una doppia intervista al quotidiano francese 'Le Monde' e allo spagnolo 'El Pais', visibile oggi sui siti on line dei due giornali.
Dopo aver riconosciuto che "si è sviluppato, negli ultimi anni in Italia, un sentimento antirumeno legato alla presenza di una forte criminalità d'origine rumena", Amato afferma che a quest'ultima sono da addebitare "11.000 dei 29.000 furti denunciati" nella Penisola nei primi sette mesi del 2007.
Sulla direttiva 38 del 2004, il ministro osserva che "l'Ue ha organizzato le norme sulla libera circolazione delle persone pensando a casi individuali. Mai si era arrivati a pensare che a migrazioni di massa perché non ne erano mai accadute. Ogni allargamento - ha ricordato Amato - suscitava timori di invasioni, prima irlandese, poi greca, poi portoghese, e alla fine non succedeva niente. In realtà - ha osservato - le differenze salariali fra i vecchi paesi membri e i nuovi non erano tanto grandi da giustificare migrazioni di massa. Ma ora, le differenze rispetto alla Romania lo sono".
"Il flusso dei rumeni - ha proseguito il ministro - è fortissimo, e al suo interno si celano molti delinquenti. L'Ue deve occuparsi questo problema, perché non siamo preparati ad affrontare la situazione. Dobbiamo perfezionare - ha concluso Amato - le norme sui movimenti delle persone, includendo, magari, anche gli accordi di Schengen".
Piuttosto che modificare gli accordi di Schengen per gestire i problemi di immigrazione all'interno dell'Ue e' meglio intensificare i controlli di polizia sul territorio. E' quanto ha affermato il commissario Ue alla giustizia Franco Frattini in un'intervista a Radio Radicale, replicando all'intervista rilasciata dal ministro dell'Interno Giuliano Amato.
"Per cambiare una direttiva", ha spiegato Frattini, "ci vuole un tempo di lavoro che non puo' essere inferiore a due anni e parlare oggi di modificare la direttiva 38 significa darci appuntamento al 2009". Se l'Italia volesse fare una proposta in tal senso quindi sara' la Commissione successiva a doversene occupare perche' "i tempi sono talmente lunghi che e' irrealistico immaginare che una modifica del genere possa arrivare in fretta". Quanto agli accordi di Schengen, ha aggiunto il vicepresidente della Commissione, "sono contrario a cambiare le regole dell'accordo", ma 'sono favorevole, una volta abolite le frontiere, ad aumentare i controlli di polizia sul territorio, senzo bisogno di una legge".
Dopo aver riconosciuto che "si è sviluppato, negli ultimi anni in Italia, un sentimento antirumeno legato alla presenza di una forte criminalità d'origine rumena", Amato afferma che a quest'ultima sono da addebitare "11.000 dei 29.000 furti denunciati" nella Penisola nei primi sette mesi del 2007.
Sulla direttiva 38 del 2004, il ministro osserva che "l'Ue ha organizzato le norme sulla libera circolazione delle persone pensando a casi individuali. Mai si era arrivati a pensare che a migrazioni di massa perché non ne erano mai accadute. Ogni allargamento - ha ricordato Amato - suscitava timori di invasioni, prima irlandese, poi greca, poi portoghese, e alla fine non succedeva niente. In realtà - ha osservato - le differenze salariali fra i vecchi paesi membri e i nuovi non erano tanto grandi da giustificare migrazioni di massa. Ma ora, le differenze rispetto alla Romania lo sono".
"Il flusso dei rumeni - ha proseguito il ministro - è fortissimo, e al suo interno si celano molti delinquenti. L'Ue deve occuparsi questo problema, perché non siamo preparati ad affrontare la situazione. Dobbiamo perfezionare - ha concluso Amato - le norme sui movimenti delle persone, includendo, magari, anche gli accordi di Schengen".
Piuttosto che modificare gli accordi di Schengen per gestire i problemi di immigrazione all'interno dell'Ue e' meglio intensificare i controlli di polizia sul territorio. E' quanto ha affermato il commissario Ue alla giustizia Franco Frattini in un'intervista a Radio Radicale, replicando all'intervista rilasciata dal ministro dell'Interno Giuliano Amato.
"Per cambiare una direttiva", ha spiegato Frattini, "ci vuole un tempo di lavoro che non puo' essere inferiore a due anni e parlare oggi di modificare la direttiva 38 significa darci appuntamento al 2009". Se l'Italia volesse fare una proposta in tal senso quindi sara' la Commissione successiva a doversene occupare perche' "i tempi sono talmente lunghi che e' irrealistico immaginare che una modifica del genere possa arrivare in fretta". Quanto agli accordi di Schengen, ha aggiunto il vicepresidente della Commissione, "sono contrario a cambiare le regole dell'accordo", ma 'sono favorevole, una volta abolite le frontiere, ad aumentare i controlli di polizia sul territorio, senzo bisogno di una legge".
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