Venerdì 5 giugno 2026
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America Latina. Indagine: violenza provocata da produzione di cocaina, rivedere guerra alla droga

Notizia · Katia Moscano ·
L'America latina e' toccata da violenza, rivolte e corruzione, per questo e' necessario una revisione della guerra alle droghe.

Dalle Ande arrivano oltre 750 tonnellate l'anno di cocaina. Traffici che alimentano la guerra tra le bande criminali e minano i governi dei Paesi.

Una indagine condotta dal quotidiano inglese Guardian, in cui sono stati intervistati esperti del settore, poliziotti, e contadini che coltivano le foglie di coca, rivela una visione pessimista della politica mondiale sulle droghe.

Lo scorso anno in Messico circa 6 mila persone sono morte per episodi di violenza connessi alle droghe, e nel 2009 sono stati gia' mille i decessi, e ci sono segni che questa violenza si stia dirigendo verso gli Stati Uniti.

Sono aumentati anche i traffici tra il Sud America e l'Africa occidentale.

"Riteniamo che la guerra alle droghe sia un fallimento perche' l'obiettivo non e' mai stato raggiunto. Il proibizionismo basato sull'eradicazione, interdizione e criminalizzazione non ha raggiunto i risultati sperati. Siamo adesso molto piu' lontani dall'obiettivo", ha dichiarato Cesar Gaviria, ex presidente della Colombia, e co-presidente della Commissione sulle droghe e democrazia dell'America Latina.

La richiesta del gruppo capitanato da Gaviria e' di cambiare politica, passando dalla repressione ad una politica che tenga conto dell'aspetto sanitario del problema, arrivando alla decriminalizzazione della marijuana.

Dalle statistiche negative sulle coltivazioni, esportazioni di cocaina nel mondo e omicidi, risulta necessario un cambiamento dell'attuale politica, che risale alla presidenza Nixon, verso una che riduca la domanda.

"La strategia statunitense in Colombia, Peru' e Bolivia e' sempre stata di attaccare le coltivazioni, ma questo non funziona", ha dichiarato il colonnello Rene' Sanabria, capo dell'antinarcotici boliviana. Opinione condivisa e suffragata da una relazione del Brookings Institution, e da una condotta dall'economista Jeffrey Miron di Harward, a sua volta sostenuta da 500 economisti.

Al summit che si svolge a Vienna per decidere sulla politica dell'Onu, i Paesi europei e alcuni dell'America Latica chiedono che la strategia sia indirizzata alle politiche della riduzione del danno, mentre i responsabili della precedente Amministrazione Bush e i piu' conservatori tra quelli della nuova di Obama chiedono che si rimanga nella tradizionale politica di combattere l'offerta.

La Colombia e' il Paese cruciale, essendo il maggiore esportatore mondiale di cocaina. Dal 2000, ha ricevuto dagli Stati Uniti 6 miliardi di dollari in aiuti militari per combattere le droghe, e la produzione di cocaina non e' diminuita, malgrado le fumigazioni di centinaia di migliaia di ettari di piantagioni.

La produzione in Sud America e' anche aumentata per la crescita in Bolivia e Peru'.

Di parere contrario il capo dell'Unodc colombiano Aldo Lale-Demoz: "Non e' corretto dire che non ci sono stati progressi, non stiamo ne' perdendo ne' vincendo, ma controlliamo".
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