America Latina. E' scontro sulla presenza di basi Usa in Colombia
L'accordo tra la Colombia e gli Stati Uniti per permettere la presenza di soldati americani, 'contractor' compresi, in ben sette basi militari del Paese latinaomericano oggi in Argentina e' stato al centro di un teso e lungo vertice straordinario dell'Unasur, l'Unione delle nazioni sudamericane.
Proprio per affrontare l'intesa Washington-Bogota', a Bariloche si sono dati appuntamenti alcuni tra i 'big' della regione, tra i quali i presidenti del Brasile (Luiz Inacio Lula da Silva), Venezuela (Hugo Chavez) e della Colombia, Alvaro Uribe, che durante la riunione ha difeso a spada tratta l'accordo.
L'obiettivo dell'intesa con gli Usa e' quello di combattere il narcotraffico e la guerriglia che, secondo Bogota', agiscono all'unisono nella produzione e nello smercio della droga.
Alla strenua difesa dell'accordo effettuata da Uribe, secondo il quale la presenza, fin dal 1952, delle truppe Usa in Colombia e' servita proprio ad attenuare la minaccia del narcoterrorismo, Lula ha ribattuto che 'se in tanto tempo non sono riusciti a debellarlo, sarebbe necessario ripensare a qualcosa di diverso dalla strategia militare'.
Controbattendo le tesi di Uribe, il venezuelano Hugo Chavez ha a sua volta presentato un 'libro bianco', attribuendolo al 'Comando Sud' degli Usa, testo secondo il quale le basi puntano alla 'mobilita'' delle truppe Usa nei paesi latinoamericani.
Favorendo quindi, ha rincarato l'ecuadoregno Rafael Correa, anche 'eventuali interventi in altri Paesi'.
Per la presidente argentina Cristina Fernandez, la presenza militare Usa in Colombia 'piu' che alla lotta contro il narcotraffico e il terrorismo sembra invece rispondere ad un'ipotesi di guerra convenzionale', in una regione dove - rilevano numerosi analisti - non ci sono indizi di conflitti in tal senso per il futuro.
A loro volta, i capi di stato di Bolivia, Uruguay e Cile, Evo Morales, Tabare' Vasquez e Michelle Bachelet, hanno respinto l'accordo, mentre solo il peruviano Alan Garcia ha spezzato una lancia, in modo comunque molto equilibrato, a favore di Uribe.
Su tutto, poi, e' aleggiato il tema Barack Obama. Appoggiato anche dagli altri suoi colleghi, Lula ha infatti ribadito la necessita' che il presidente Usa partecipi ad un dibattito con tutti loro sullo spinoso tema delle basi, proposta condivisa da Correa e Chavez. Ma non da Uribe che si e' messo sulla stessa lunghezza d'onda del segretario di stato, Hillary Clinton, che la scorsa settimana ha dichiarato: 'L'intesa con la Colombia non riguarda altri Paesi, visto che e' un accordo strettamente bilaterale'.
Proprio per affrontare l'intesa Washington-Bogota', a Bariloche si sono dati appuntamenti alcuni tra i 'big' della regione, tra i quali i presidenti del Brasile (Luiz Inacio Lula da Silva), Venezuela (Hugo Chavez) e della Colombia, Alvaro Uribe, che durante la riunione ha difeso a spada tratta l'accordo.
L'obiettivo dell'intesa con gli Usa e' quello di combattere il narcotraffico e la guerriglia che, secondo Bogota', agiscono all'unisono nella produzione e nello smercio della droga.
Alla strenua difesa dell'accordo effettuata da Uribe, secondo il quale la presenza, fin dal 1952, delle truppe Usa in Colombia e' servita proprio ad attenuare la minaccia del narcoterrorismo, Lula ha ribattuto che 'se in tanto tempo non sono riusciti a debellarlo, sarebbe necessario ripensare a qualcosa di diverso dalla strategia militare'.
Controbattendo le tesi di Uribe, il venezuelano Hugo Chavez ha a sua volta presentato un 'libro bianco', attribuendolo al 'Comando Sud' degli Usa, testo secondo il quale le basi puntano alla 'mobilita'' delle truppe Usa nei paesi latinoamericani.
Favorendo quindi, ha rincarato l'ecuadoregno Rafael Correa, anche 'eventuali interventi in altri Paesi'.
Per la presidente argentina Cristina Fernandez, la presenza militare Usa in Colombia 'piu' che alla lotta contro il narcotraffico e il terrorismo sembra invece rispondere ad un'ipotesi di guerra convenzionale', in una regione dove - rilevano numerosi analisti - non ci sono indizi di conflitti in tal senso per il futuro.
A loro volta, i capi di stato di Bolivia, Uruguay e Cile, Evo Morales, Tabare' Vasquez e Michelle Bachelet, hanno respinto l'accordo, mentre solo il peruviano Alan Garcia ha spezzato una lancia, in modo comunque molto equilibrato, a favore di Uribe.
Su tutto, poi, e' aleggiato il tema Barack Obama. Appoggiato anche dagli altri suoi colleghi, Lula ha infatti ribadito la necessita' che il presidente Usa partecipi ad un dibattito con tutti loro sullo spinoso tema delle basi, proposta condivisa da Correa e Chavez. Ma non da Uribe che si e' messo sulla stessa lunghezza d'onda del segretario di stato, Hillary Clinton, che la scorsa settimana ha dichiarato: 'L'intesa con la Colombia non riguarda altri Paesi, visto che e' un accordo strettamente bilaterale'.
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