Venerdì 5 giugno 2026
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L'americanista del Vaticano su Obama: alt su aborto e staminali

EUROPA - VATICANO
Notizia ·
Crisi economica, Medio Oriente, questioni etiche, attendono il nuovo presidente degli Stati Uniti Barack Obama; un'agenda impegnativa che, vista dall'Italia, suscita l'incoraggiamento del Vaticano, con riserva, pero', su aborto, staminali e famiglia, e l'ammirazione incontrastata di Walter Veltroni, che del primo afroamericano alla Casa Bianca sottolinea soprattutto la capacita' di 'unire' il Paese, auspicando che in Italia se ne segua l'esempio.
Invitato dalla Elea insieme a Walter Veltroni e Lucio Caracciolo a commentare il 'progetto Obama', titolo dell'ultimo numero della rivista 'Limes', il card.Pio Laghi, esperto di cose americane e amico personale degli ultimi tre presidenti degli Stati Uniti, ne elogia le politiche sociali, la scelta di estendere il servizio sanitario a donne e bambini, di aprire le frontiere agli immigrati, di ritirare le truppe dall'Iraq. Poi, mette le mani avanti su famiglia, aborto e staminali: 'non vanno ammesse coppie al di fuori dell'ordine naturale', il 'Freedom of choice act' toglierebbe anche i minimi freni oggi esistenti alle pratiche abortive' e 'vanno fermati la produzione e l'uso indiscriminato degli embrioni' per le ricerche sulle cellule staminali.
Al presidente eletto, Laghi riconosce pero', al di la' di tutto, il grande pregio e la grande responsabilita' di 'essere entrato con il suo popolo nella terra promessa', come Giosue', dopo che Mose'-Luther King gliene aveva mostrato il cammino. E di averlo fatto conducendo una campagna elettorale con lo stesso 'spirito di riconciliazione che fu di Abramo Lincoln'.
Una capacita' di unire tutte le forze del Paese intorno a un obiettivo che Walter Veltroni vorrebbe vedere anche in Italia, dove invece - ha detto - e' in atto una 'guerra termonucleare' tra maggioranza e opposizione, e non si riesce a creare un momento di confronto 'per salvare l'Italia, la casa che brucia'. Il leader del Pd cita Obama: 'Prima di essere rossi o blu siamo americani'. E cosi' vorrebbe che in Italia ci si potesse 'dimenticare di essere rossi o blu per essere in primo luogo tutti italiani, anche perche' sta per arrivare una gigantesca bomba sociale e bisogna salvare il Paese'.
Un concetto condiviso anche dagli altri presenti, da Caracciolo al cancelliere della Pontificia accademia delle Scienze sociali mons.Marcelo Sanchez Sorondo, solo appena smorzato dal presidente del Cnel ed ex ministro di un altro governo Berlusconi Antonio Marzano, secondo il quale 'anche il governo precedente non voleva ascoltare l'opposizione'.
La crisi economica morde il freno anche in Italia, non solo in America e ad Obama tocchera' l'arduo compito di riportare sotto controllo una finanza impazzita. 'E' diventato un luogo comune dare agli Stati Uniti la colpa della mancanza di una leadership all'altezza delle circostanze globali' - ha detto Sanchez Sorondo - ed 'e' qui che Obama e' chiamato a impegnarsi piu' del suo predecessore', anche se la globalizzazione impone piu' responsabilita' ai governi di tutto il pianeta.
A lui, tuttavia, tocchera' spezzare anche la spirale di violenza in Medio Oriente - ha ricordato Laghi - con le sue conseguenze sulla persecuzione dei cristiani, 'senza attendere l'ultimo anno del suo mandato'. Compiti ardui, che non devono pero' spaventare. 'C'e' paura, e' vero - ha detto il cardinale - ma la paura si combatte con la speranza, che ha ora il volto di questo giovane americano'.
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