Americhe. Un cordone navale contro terrorismo e narcotraffico
Per una efficace lotta al terrorismo e al narcotraffico in America Latina, gli Stati Uniti ritengono importante la creazione di un "Cordone navale di protezione" integrato dalle Marine dei paesi del continente. Lo sostiene oggi il quotidiano Clarín di Buenos Aires.
Un "non paper" (documento ufficioso) distribuito dal segretario alla Difesa Usa Donald Rumsfeld a fine novembre durante il vertice dei ministri della difesa delle Americhe tenutosi a Santiago del Cile, sostiene al riguardo che ad un simile cordone protettivo potrebbero partecipare, oltre alla Marina, anche i servizi di guardacoste, le dogane e la polizia. Il documento, la cui esistenza e' stata confermata dal ministro della difesa argentino Horacio Jaunarena, ha per titolo "Nuove minacce per la sicurezza regionale - Sfide al sistema interamericano" e propone di "trasformare l'architettura nazionale della sicurezza", per evitare di lasciare al terrorismo "spazi ingovernati".
"Abbiamo imparato -si sostiene- che quando si cacciano i terroristi dai loro rifugi, come accaduto in Afghanistan, essi si spostano in zone dove sperano di poter operare fuori dalla portata delle nazioni libere". "Abbiamo appreso -si insiste- che non c'e' parte del mondo senza importanza, e che non ci possono essere spazi non governati". Alludendo alla "Triplice frontiera", il confine fra Brasile, Argentina e Paraguay, gli Usa ritengono che "uno Stato potrebbe senza rendersene conto dare rifugio o transito a soggetti che possono rappresentare una grave minaccia per un altro Stato". "Non esiste un filo rosso -si conclude- che separa il terrorista dal narcotrafficante, dal criminale transnazionale, da mafiosi, ricattatori e gangster locali, o da contrabbandieri di armi, del cyber-delitto o del riciclaggio di denaro".
Un "non paper" (documento ufficioso) distribuito dal segretario alla Difesa Usa Donald Rumsfeld a fine novembre durante il vertice dei ministri della difesa delle Americhe tenutosi a Santiago del Cile, sostiene al riguardo che ad un simile cordone protettivo potrebbero partecipare, oltre alla Marina, anche i servizi di guardacoste, le dogane e la polizia. Il documento, la cui esistenza e' stata confermata dal ministro della difesa argentino Horacio Jaunarena, ha per titolo "Nuove minacce per la sicurezza regionale - Sfide al sistema interamericano" e propone di "trasformare l'architettura nazionale della sicurezza", per evitare di lasciare al terrorismo "spazi ingovernati".
"Abbiamo imparato -si sostiene- che quando si cacciano i terroristi dai loro rifugi, come accaduto in Afghanistan, essi si spostano in zone dove sperano di poter operare fuori dalla portata delle nazioni libere". "Abbiamo appreso -si insiste- che non c'e' parte del mondo senza importanza, e che non ci possono essere spazi non governati". Alludendo alla "Triplice frontiera", il confine fra Brasile, Argentina e Paraguay, gli Usa ritengono che "uno Stato potrebbe senza rendersene conto dare rifugio o transito a soggetti che possono rappresentare una grave minaccia per un altro Stato". "Non esiste un filo rosso -si conclude- che separa il terrorista dal narcotrafficante, dal criminale transnazionale, da mafiosi, ricattatori e gangster locali, o da contrabbandieri di armi, del cyber-delitto o del riciclaggio di denaro".
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