Anche durante Inquisizione arrivavano immigrati clandestini
"Istituzioni e trasporti marittimi nel Mediterraneo tra eta' antica e crescita moderna". E' il tema del workshop organizzato oggi e domani dal Cnr presso l'Universita' degli studi "Parthenope" di Napoli.
Al centro dei lavori, il ruolo delle dogane e dei servizi di sanita' marittima tra il XVII e il XIX secolo, quando il controllo delle navi era affidato anche all'Inquisizione per fronteggiare i problemi della sorveglianza delle frontiere e dell'immigrazione clandestina venne istituita una fitta rete di sorveglianza composta dai porti di Marsiglia, Napoli, Trieste e Venezia, rete chiamata a monitorare gli sbarchi irregolari di merci e uomini e a prevenire il rischio della diffusione di epidemie e di nuove malattie.
"Nonostante i controlli e il pattugliamento delle coste, anche in quel periodo era frequente l'arrivo sulle coste italiane di clandestini non dichiarati sui passaporti o sulla documentazione ufficiale presentata dal comandante al momento dell'arrivo nel porto - spiega Raffaella Salvemini, dell'Istituto di studi sulle societa' del Mediterraneo (Issm) del Consiglio nazionale delle ricerche, organizzatrice del seminario.
In particolare, l'Issm - diretto da Paolo Malanima - si e' proposto di analizzare il ruolo delle istituzioni in rapporto all'evoluzione e ai problemi della navigazione, con riferimento alle regole, alle politiche economiche, commerciali, doganali e ai contratti di assicurazione adottati alle frontiere.
L'iniziativa rientra nell'ambito di un piu' vasto progetto di studio avviato nel quadro delle attivita' scientifiche della rete euro-mediterranea "Ramses 2", ispirata e coordinata dalla Maison Mediterrane'enne des Sciences de l'Homme d'Aix-en-Provence e finanziata dall'Unione europea nell'ambito del Sixth framework programme priority 7 "Citizens and Governance in a Knowledge Based Society".
Un aspetto poco conosciuto della storia del commercio e' il ruolo esercitato dagli ufficiali dell'Inquisizione nei confronti delle navi provenienti da 'fuori Regno', come si evince da una ricerca di Salvo Pappalardo dell'Universita' di Udine presentata al convegno. In Sicilia come in Sardegna nel XVII secolo l'Inquisizione spagnola aveva il compito di visitare le imbarcazioni in arrivo prima che gli equipaggi potessero scaricare le merci, per verificare se erano stivati libri e immagini non consentite dall'ortodossia cattolica.
Gli ufficiali del Santo Uffizio interrogavano i capitani sulla loro identita', sulla denominazione delle imbarcazioni, sulla provenienza e sulla composizione merceologica dei beni trasportati: compiti in concorrenza con quelli fiscali propri degli ufficiali regi della dogana.
Al centro dei lavori, il ruolo delle dogane e dei servizi di sanita' marittima tra il XVII e il XIX secolo, quando il controllo delle navi era affidato anche all'Inquisizione per fronteggiare i problemi della sorveglianza delle frontiere e dell'immigrazione clandestina venne istituita una fitta rete di sorveglianza composta dai porti di Marsiglia, Napoli, Trieste e Venezia, rete chiamata a monitorare gli sbarchi irregolari di merci e uomini e a prevenire il rischio della diffusione di epidemie e di nuove malattie.
"Nonostante i controlli e il pattugliamento delle coste, anche in quel periodo era frequente l'arrivo sulle coste italiane di clandestini non dichiarati sui passaporti o sulla documentazione ufficiale presentata dal comandante al momento dell'arrivo nel porto - spiega Raffaella Salvemini, dell'Istituto di studi sulle societa' del Mediterraneo (Issm) del Consiglio nazionale delle ricerche, organizzatrice del seminario.
In particolare, l'Issm - diretto da Paolo Malanima - si e' proposto di analizzare il ruolo delle istituzioni in rapporto all'evoluzione e ai problemi della navigazione, con riferimento alle regole, alle politiche economiche, commerciali, doganali e ai contratti di assicurazione adottati alle frontiere.
L'iniziativa rientra nell'ambito di un piu' vasto progetto di studio avviato nel quadro delle attivita' scientifiche della rete euro-mediterranea "Ramses 2", ispirata e coordinata dalla Maison Mediterrane'enne des Sciences de l'Homme d'Aix-en-Provence e finanziata dall'Unione europea nell'ambito del Sixth framework programme priority 7 "Citizens and Governance in a Knowledge Based Society".
Un aspetto poco conosciuto della storia del commercio e' il ruolo esercitato dagli ufficiali dell'Inquisizione nei confronti delle navi provenienti da 'fuori Regno', come si evince da una ricerca di Salvo Pappalardo dell'Universita' di Udine presentata al convegno. In Sicilia come in Sardegna nel XVII secolo l'Inquisizione spagnola aveva il compito di visitare le imbarcazioni in arrivo prima che gli equipaggi potessero scaricare le merci, per verificare se erano stivati libri e immagini non consentite dall'ortodossia cattolica.
Gli ufficiali del Santo Uffizio interrogavano i capitani sulla loro identita', sulla denominazione delle imbarcazioni, sulla provenienza e sulla composizione merceologica dei beni trasportati: compiti in concorrenza con quelli fiscali propri degli ufficiali regi della dogana.
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