Anche gli infermieri contro l'obbligo di denunciare gli irregolari
Gli infermieri dicono no all'obbligo di denuncia dei clandestini da parte delle strutture sanitarie. "L'obbligo imposto al personale sanitario di denunciare alle autorita' gli stranieri irregolari che ricorrono all'assistenza delle strutture sanitarie - sottolinea in una nota Annalisa Silvestro, presidente dell'Ipasvi, la federazione nazionale degli infermieri - contrasta con i principi costituzionali e rischia di mettere gli infermieri italiani di fronte all'alternativa tra il rispetto della legge e la violazione della loro deontologia professionale". Sono oltre 360.000 gli infermieri impegnati ogni giorno in prima linea nell'assistenza delle strutture sanitarie pubbliche e private che, in caso di approvazione degli emendamenti al pacchetto sicurezza, potrebbero vedersi costretti a denunciare i pazienti irregolari. "Questa norma appare in netto contrasto con il principio universale del diritto alla salute affermato dall'art. 32 della nostra Carta costituzionale e costringerebbe gli infermieri ad assumere comportamenti contrari allo spirito e agli articoli del loro attuale e futuro Codice Deontologico, che sta per essere varato sulla base di un'ampia concertazione che ha coinvolto tecnici e soggetti esterni, a cominciare dai movimenti di cittadinanza". Il rispetto del proprio Codice Deontologico, spiega Silvestro, "impone agli infermieri di prestare assistenza senza discriminazioni e di farsi carico di una risposta globale ai bisogni sanitari" di tutti coloro che chiedono il loro intervento: "Tutto il nostro Codice e' imperniato sul principio che l'infermiere e' responsabile di prestare assistenza alla persona nel rispetto della dignita' dell'individuo: come conciliare tutto questo con una disposizione che scoraggera' l'accesso alle strutture sanitarie da parte degli irregolari e introdurra' limitazioni e discriminazioni nell'erogazione dell'assistenza?" "E' singolare che mentre giustamente si chiede ai professionisti sanitari di adottare comportamenti corretti e trasparenti, dall'altra si propongono norme che sono contrarie ai principi etici che regolano la vita delle professioni: ci auguriamo che nella loro autonomia e responsabilita' i parlamentari sappiano e vogliano porre rimedio a questa situazione".
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