Ancora reazioni all'Oss. Romano sulla morte cerebrale
Sono inutili gli 'integralismi' dell'Osservatore Romano', che ha riaperto il dibattito sulla morte cerebrale, 'cercando di trasportare sul piano etico-filosofico dei dati scientifici ampiamente dimostrati e dibattuti'. Lo ha dichiarato in una nota Umberto Caruso, vicesegretario nazionale del Nuovo Psi e medico chirurgo della Sapienza di Roma, criticando le posizioni espresse sulle pagine del quotidiano.
'Appare evidente - continua Caruso - che alla proposta dell' eutanasia, portata avanti nei mesi scorsi da alcuni esponenti dell'opposizione e senza nessun fondamento scientifico, fanno ovvio seguito una serie di integralismi che, come in questo caso, servendosi della disinformazione portano alla vera e propria superstizione'.
'La scienza - conclude il vicesegretario del partito di Stefano Caldoro - non va discussa da chi non ne ha le competenze e soprattutto non possono essere discussi dei dati acquisiti, che si sono rivelati utilissimi nella stesura della legge sull'accertamento della morte cerebrale'.
'Solo strategia politica'. Cosi' Mario Riccio, il medico anestesista che accompagno' alla morte Piergiorgio Welby, commenta l'articolo dell'Osservatore Romano sulla morte cerebrale.
'E' un'ottima strategia politica: l'attuale compagine governativa - afferma Riccio dai microfoni di Econews - vuole alzare il prezzo sui temi di bioetica, vuole creare barriere sempre piu' alte'. Il riferimento al caso Englaro, secondo il medico, 'e' ovvio: mentre si parla di testamento di vita, dire che in morte cerebrale c'e' una coscienza e' rendere tutto piu' complicato'.
Secondo l'esperto, inoltre, l'articolo contiene 'osservazioni che non possono neanche essere definite inesattezze, ma veri e propri strafalcioni. Qui si parla di morte cerebrale e coma - sottolinea - che sono due cose assolutamente distanti. La morte cerebrale accerta uno stato irreversibile che porta comunque a un arresto cardiaco'.
Quanto al rischio di un calo della donazione di organi, Riccio commenta: 'Quando Celentano a fine 2000 sostenne che aveva dubbi sulla morte cerebrale noi osservammo un calo delle donazioni, e questo significa morte delle persone. Si dovettero impegnare dei bellissimi nomi della sanita' italiana come Veronesi e Dulbecco per riportare le donazioni a livello normale. E' probabile aspettarsi un calo delle donazioni di organi'.
'L'articolo pubblicato su L'Osservatore Romano dimostra la situazione di confusione che la Chiesa Cattolica sta incontrando rispetto ai temi della vita e della morte di cui il caso di Eluana Englaro e' paradigmatico'. Lo afferma il presidente della Consulta di Bioetica, Maurizio Mori all'ASCA commentando l'articolo de 'L'Osservatore Romano' in cui il quotidiano della Santa Sede propone una ridefinizione della morte cerebrale.
'Non si tratta di una singola opinione - spiega Mori - perche' stiamo parlando di un giornale che ha una specifica caratterizzazione, che non raccoglie le opinioni di tutti, non accetterebbero mai un mio articolo. Anche dal punto di vista intelletuale, si tratta della recensione di due libriccini, se si prende il libro 'Soglie' di Carlo Defanti, e' una pubblicazione con tutto un altro spessore, con una consistenza teorica e fa riferimento a un dibattito che condividiamo. Il problema c'e' - prosegue Mori - ma semplicemente perche' non si deve crede che in biologia ci siano momenti 'magici', ma questo lo abbiamo sempre detto, la biologia per sua natura ha dei processi che avvengono nel tempo, piano, piano. La medicina procede per gradi. C'e' un elemtno di convinzionalita', che non vuol dire arbitratio, ma non c'e' nulla di bianco o nero, ci sono sfumature di grigi.
Se la si vede in queste termini, il dibattito poteva esser fatto'.
Per altro, aggiunge il presidente della Consulta di Bioetica, 'l'obiettivo ultimo dell'articolo e' chiaro: bloccare il caso Englaro e fissare delle barriere alla possibile legge sul testamento biologico, che sara' tanto restrittiva da essere inutilizzabile. In breve qualcosa di peggio della legge 40/2004'.
'La Chiesa Cattolica - torna a ribadire Mori - sta attraversando una situazione di sbando e non sapendo gestire le nuove tecniche preferisce gettare discredito su tutte le nuove tecnologie, venendo anche a rimettere in discussione i trapianti d'organo. Piuttosto che cedere su un punto, meglio distruggere tutto. Una tecnica antica per creare panico e favorire svolte conservatrici. D'altronde oggi - conclude - parlare della difesa della vita dal concepimento alla morte naturale non ha senso e' come dire 'abracadabra''.
'Appare evidente - continua Caruso - che alla proposta dell' eutanasia, portata avanti nei mesi scorsi da alcuni esponenti dell'opposizione e senza nessun fondamento scientifico, fanno ovvio seguito una serie di integralismi che, come in questo caso, servendosi della disinformazione portano alla vera e propria superstizione'.
'La scienza - conclude il vicesegretario del partito di Stefano Caldoro - non va discussa da chi non ne ha le competenze e soprattutto non possono essere discussi dei dati acquisiti, che si sono rivelati utilissimi nella stesura della legge sull'accertamento della morte cerebrale'.
'Solo strategia politica'. Cosi' Mario Riccio, il medico anestesista che accompagno' alla morte Piergiorgio Welby, commenta l'articolo dell'Osservatore Romano sulla morte cerebrale.
'E' un'ottima strategia politica: l'attuale compagine governativa - afferma Riccio dai microfoni di Econews - vuole alzare il prezzo sui temi di bioetica, vuole creare barriere sempre piu' alte'. Il riferimento al caso Englaro, secondo il medico, 'e' ovvio: mentre si parla di testamento di vita, dire che in morte cerebrale c'e' una coscienza e' rendere tutto piu' complicato'.
Secondo l'esperto, inoltre, l'articolo contiene 'osservazioni che non possono neanche essere definite inesattezze, ma veri e propri strafalcioni. Qui si parla di morte cerebrale e coma - sottolinea - che sono due cose assolutamente distanti. La morte cerebrale accerta uno stato irreversibile che porta comunque a un arresto cardiaco'.
Quanto al rischio di un calo della donazione di organi, Riccio commenta: 'Quando Celentano a fine 2000 sostenne che aveva dubbi sulla morte cerebrale noi osservammo un calo delle donazioni, e questo significa morte delle persone. Si dovettero impegnare dei bellissimi nomi della sanita' italiana come Veronesi e Dulbecco per riportare le donazioni a livello normale. E' probabile aspettarsi un calo delle donazioni di organi'.
'L'articolo pubblicato su L'Osservatore Romano dimostra la situazione di confusione che la Chiesa Cattolica sta incontrando rispetto ai temi della vita e della morte di cui il caso di Eluana Englaro e' paradigmatico'. Lo afferma il presidente della Consulta di Bioetica, Maurizio Mori all'ASCA commentando l'articolo de 'L'Osservatore Romano' in cui il quotidiano della Santa Sede propone una ridefinizione della morte cerebrale.
'Non si tratta di una singola opinione - spiega Mori - perche' stiamo parlando di un giornale che ha una specifica caratterizzazione, che non raccoglie le opinioni di tutti, non accetterebbero mai un mio articolo. Anche dal punto di vista intelletuale, si tratta della recensione di due libriccini, se si prende il libro 'Soglie' di Carlo Defanti, e' una pubblicazione con tutto un altro spessore, con una consistenza teorica e fa riferimento a un dibattito che condividiamo. Il problema c'e' - prosegue Mori - ma semplicemente perche' non si deve crede che in biologia ci siano momenti 'magici', ma questo lo abbiamo sempre detto, la biologia per sua natura ha dei processi che avvengono nel tempo, piano, piano. La medicina procede per gradi. C'e' un elemtno di convinzionalita', che non vuol dire arbitratio, ma non c'e' nulla di bianco o nero, ci sono sfumature di grigi.
Se la si vede in queste termini, il dibattito poteva esser fatto'.
Per altro, aggiunge il presidente della Consulta di Bioetica, 'l'obiettivo ultimo dell'articolo e' chiaro: bloccare il caso Englaro e fissare delle barriere alla possibile legge sul testamento biologico, che sara' tanto restrittiva da essere inutilizzabile. In breve qualcosa di peggio della legge 40/2004'.
'La Chiesa Cattolica - torna a ribadire Mori - sta attraversando una situazione di sbando e non sapendo gestire le nuove tecniche preferisce gettare discredito su tutte le nuove tecnologie, venendo anche a rimettere in discussione i trapianti d'organo. Piuttosto che cedere su un punto, meglio distruggere tutto. Una tecnica antica per creare panico e favorire svolte conservatrici. D'altronde oggi - conclude - parlare della difesa della vita dal concepimento alla morte naturale non ha senso e' come dire 'abracadabra''.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti