Venerdì 5 giugno 2026
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E' ancora utile dare il proprio corpo alla scienza

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
In Francia sono 2.500 persone l'anno ad offrire il proprio corpo alla scienza. Ma serve ancora, non e'  una cosa obsoleta? Nient'affatto. La medicina ha sempre piu' bisogno di sperimentare nuove pratiche chirurgiche o esplorative.
E' solo verso la meta' del XIX° secolo, e grazie alla perdita d'influenza della religione, che lo studio dei cadaveri diventa ammissibile in Francia. E' allora che nasce la clinica ospedaliera, figlia primogenita della medicina moderna. Alla fine del secolo le prime donazioni di corpi avvengono nella facolta' di medicina di Parigi: si tratta di malati morti in ospedale. Fino a quel momento i medici disponevano di corpi trafugati di notte dai cimiteri o di persone giustiziate, non giudicate sacre. All'inizio del ventesimo secolo, i corpi degli indigenti non reclamati dalle famiglie spettavano all'Ecole de chirurgie.
Oggi, la scienza ha piu' che mai bisogno di corpi, dichiara Pascal Frileux, direttore scientifico dell'Ecole de chirurgie di Parigi. "Abbiamo bisogno di sperimentare nuove pratiche chirurgiche, senza contare che le tecnologie moderne necessitano di verifiche. Dobbiamo fare le prove della coelioscopia, dell'artroscopia e metterle a punto sul corpo umano. Soprattutto in neurochirurgia, urologia e ortopedia affinche' queste tecniche siano meno invasive". Le parti piu' utilizzate sono i muscoli, le arterie, il cuore, i vasi sanguigni, la pelle e il viso.
Per donare il corpo alla scienza (da non confondere con la donazione di organi per i trapianti sui malati) occorre, da vivi, fare domanda presso la facolta' di medicna della propria regione o all'Ecole de chirurgie. Non sono ammessi i malati di epatite e Aids. Tranne la Scuola di chirurgia, che prende il corpo gratis, le facolta' di medicina, paradossalmente, chiedono una partecipazione alle spese di trasporto e cremazione. A Rennes sono 800 euro, a Parigi 250. Se la famiglia vuole, potra' poi avere le ceneri.
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