Giovedì 4 giugno 2026
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Andalusia. Polemiche per legge contro l'accanimento terapeutico

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
Ancora non è entrata in vigore ma già fa discutere la legge regionale dell'Andalusia sul diritto a una 'morte dignitosa', il cui progetto è stato presentato martedí scorso dal governo della comunità autonoma spagnola. Ma al centro delle polemiche non sono le previsioni sul diritto dei pazienti a effettuare un testamento biologico o quelle che garantiscono il diritto di richiedere la sedazione terminale o di rifiutare o interrompere qualsiasi trattamento o intervento anche se ció comporta un pericolo di vita: sono invece le multe previste per i medici che incorrono in accanimento terapeutico, che possono arrivare fino a un milione di euro.  
E a protestare, naturalmente, sono proprio loro, i medici. Secondo il presidente dell'Ordine dei medici dell'Andalusia, Carlos Gonzalez-Vilardell, intervistato dal quotidiano 'El Pais', è "pericoloso" far lavorare i professionisti della salute "nella paura" di sanzioni. "Il medico ha ricevuto una formazione", obietta Vilardell, "non conosco casi di accanimento terapeutico: quale medico vorrà cercare di andare controcorrente se si vede che non ci sono speranze di guarigione?". Anche Antonio Gutierrez, presidente del sindacato dei medici di Siviglia, si è detto indignato dal regime sanzionatorio introdotto dalla norma.  Ma c'è anche chi ritiene che i pregi della legge superino qualsiasi suo difetto: è il caso di Francisco Javier Garcia Monlleó, direttore medico dell'ospedale San Rafael di Granada, dove nel 2006 fu trasferita una donna, Inmaculada Echevarria, per poterla staccare dal polmone d'acciaio. "Mi sembra molto positivo", ha detto commentando il progetto di legge, "non credo che la responsabilità dei medici sia eccessiva, è un loro obbligo".    


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