Venerdì 5 giugno 2026
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Un anno di carcere per l'internauta che ha aiutato un'adolescente a suicidarsi

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
"Non ho voglia che tu parta, eppure sono io che ti do' le chiavi per andartene", aveva scritto Joel a Florence, di sedici anni, poco prima che lei si suicidasse nel 2005. Il giovane e' stato condannato a un anno di detenzione in carcere e tre con sospensione condizionata. La sentenza e' stata emessa l'8 dicembre dal tribunale di Guingamp per "omessa assistenza a persona in pericolo". Non gli e' stata invece addebitata l'accusa principale di "istigazione al suicidio".
Studente nel dipartimento della Savoia, Joel, 23 anni, all'epoca aveva conosciuto la ragazza in un forum di discussione. Nelle quattro settimane di scambio di posta elettronica e SMS, le aveva consigliato d'utilizzare morfina. In seguito a ricerche fatte in Internet, le aveva spiegato nei minimi dettagli le dosi da ingerire, come falsificare le ricette e anche come scegliere un luogo appartato che le consentisse d'avere il tempo di morire prima che qualcuno la potesse trovare. Quando ha saputo la data prevista per il suicidio non ha dato l'allerta ne' ha agito in alcun modo per tentare di salvarla. Il corpo di Florence, residente a Lannion (Cotes-d'Amour), e' stato ritrovato senza vita il 5 settembre 2005 in un bosco del Finistère, e l'inchiesta ha portato a stabilire la causa in un suicidio mediante medicinali. Controllando il suo computer, i genitori scoprirono troppo tardi la corrispondenza intercorsa tra la figlia e Joel.
"Creare un legame"
In udienza, a fine settembre, Joel aveva spiegato con grande calma l'empatia provata per quell'adolescente dalle pulsioni suicide, al punto di volerla aiutare a passare all'azione. "Volevo creare un legame con lei. Provavo un sentimento forte verso quella persona", ha testimoniato, sostenendo di non pensare che sarebbe riuscita a ottenere i farmaci letali. Lui stesso era appena uscito da una depressione in cui aveva progettato d'uccidersi.
Il tribunale ha inflitto altre due pene: 12 mesi di prigione con la condizionale e 300 euro d'ammenda, e 18 mesi, sempre con sospensione condizionale, e 3.750 euro d'ammeda alla farmacista che aveva fornito la sostanza e al titolare della farmacia, per "omicidio involontario". Il tribunale li accusa d'aver fornito la morfina in base a una ricetta falsificata.
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