Annunci. Banda larga. Agcom: per passare alla fibra 'spegneremo' il doppino di rame
"Sono fermamente convinto che lo sviluppo della fibra possa essere in buona parte autosostenuto dal mercato se si sceglie il modello adatto, salvaguardando le regole di fondo e incentivando, al tempo stesso, gli operatori di telecomunicazione a investire". Lo ha detto il presidente dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), Corrado Calabro', alla presentazione dei risultati del programma Isbul (Infrastrutture e servizi a banda larga e ultra larga), realizzato dall'Agcom in collaborazione con alcune delle maggiori universita' italiane e straniere. "Dopo tante discussioni finalmente ci troviamo a esaminare progetti concreti" ha sottolineato Calabro'. I tre principali operatori (Vodafone, Wind e Fastweb) hanno infatti annunciato di volere investire nella realizzazione di una rete in fibra. Telecom Italia ha invece annunciato di volere cablare le principali citta' italiane e in particolare Milano in vista dell'Expo 2015. Tutte "iniziative diverse", secondo Calabro', "per i progetti proponenti, le soluzioni di governance e le aree territoriali interessate, ma che danno un forte segnale agli attori: governo, enti locali, regolatore, incumbent". Il modello progettuale che si sta imponendo, precisa, e' al momento quello dello 'switch-off', del passaggio in blocco dal rame alla banda larga. "Come si e' fatto per il passaggio al digitale terrestre -spiega-, il modello prevede la migrazione di intere aree territoriali alla fibra ottica, che andrebbe cosi' a rimpiazzare i doppini in rame". Una strada, questa, che "semplifica le scelte progettuali e riduce i costi di realizzazione. Se invece la rete in fibra venisse ad affiancarsi alla rete in rame, i costi sarebbero piu' alti e l'investitore avrebbe l'alea che i clienti, pur giunti dalla fibra, potrebbero decidere di rimanere connessi alla rete in rame".ADUC è indipendente
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