Sabato 6 giugno 2026
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Ansa: linea dura del Governo e accordo con Libia non ferma gli sbarchi

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La 'linea dura' decisa dal governo italiano e gli accordi stipulati tra Berlusconi e Gheddafi non sembrano arrestare gli sbarchi di migranti dalle coste libiche verso la Sicilia. E dopo una pausa di qualche giorno, Lampedusa torna ad essere la meta finale di questi 'viaggi della speranza'. Tra la notte scorsa e questa mattina altri due barconi, che trasportavano complessivamente 291 immigrati, hanno puntato la loro rotta sull'isola. La prima 'carretta' e' stata intercettata ieri sera, dal pattugliatore Sirio della Marina militare, 54 miglia a sud delle Pelagie. I 120 extracomunitari a bordo, comprese alcune donne incinte, sono stati prima trasferiti sull'unita' e poi suddivisi in due gruppi: 86 magrebini sono stati sbarcati in nottata a Lampedusa dalla nave, che ha proseguito poi fino a Porto Empedocle con gli altri 36. Mentre ancora a Lampedusa era in corso la sistemazione degli ultimi arrivati, trasferiti al Cie in vista del loro rimpatrio coatto, un secondo barcone e' entrato direttamente in porto intorno alle 7.30 del mattino, dopo essere riuscito a eludere tutti i controlli. A bordo altri 171 immigrati, tra i quali 26 donne e un neonato. Immediata la reazione del sindaco dell'isola Dino De Rubeis, protagonista nelle settimane scorse di una rovente polemica con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che aveva deciso di trasformare il Centro di prima accoglienza di contrada Imbriacola in Centro di identificazione ed espulsione. Una struttura in grado di consentire il rimpatrio immediato di tutti coloro che non hanno i requisiti per fare richiesta d'asilo. 'Quanto sta accadendo - spiega De Rubeis - e' la conferma di quello che avevamo previsto: i barconi continuano ad arrivare, la linea decisa dal governo non funziona'. Il sindaco invoca il ritorno al 'modello Lampedusa'. Una richiesta che intende ribadire anche al premier Silvio Berlusconi, nel corso di un incontro che dovrebbe svolgersi tra domani e dopodomani a Palazzo Chigi, sollecitando la trasformazione dell'ex base Loran di Capo Ponente in un Centro che il sindaco definisce 'Cittadella dell'accoglienza e della speranza'. 'Una mega struttura con 2 mila posti letto - spiega De Rubeis - spazio per donne, bambini, famiglie e per i richiedenti asilo delle diverse etnie, oltre a una struttura sanitaria di pronto intervento. Insomma non un Cie, ma un Centro di soccorso e prima accoglienza in grado di garantire la permanenza sull'isola per alcuni giorni'. Il sindaco propone infine di trasformare la struttura di contrada Imbriacola, parzialmente distrutta da un incendio appiccato nelle settimane scorse da un gruppo di rivoltosi, in un 'Centro per attivita' ricreative e giovanili'. De Rubeis ha illustrato le sue proposte anche al vice capo della polizia Nicola Izzo, al capo del dipartimento immigrazione del Viminale, prefetto Mario Morcone, e alla vice responsabile dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati, Erika Feller che hanno visitato ieri il Cie e l'ex base Loran. Strutture che vengono definite 'centri di detenzione' da un gruppo di parlamentari europei della sinistra, che dopo un sopralluogo compiuto nei giorni scorsi a Lampedusa hanno presentato stamani un'interrogazione a Bruxelles denunciando 'gravissime violazioni' dei diritti umani. Per Morcone e la Feller la visita a Lampedusa si e' conclusa con un fuoriprogramma: l'aereo P180 dei vigili del fuoco sul quale si trovavano, insieme ad alcuni loro collaboratori, ha infatti avuto un incidente in fase di decollo. Secondo una prima ricostruzione, il ruotino posteriore sinistro sarebbe scoppiato mentre l'aereo, in fase di decollo, aveva gia' percorso circa 200 metri di pista. L'incidente ha provocato la rottura del carrello, che si e' conficcato sull'asfalto. Nessuno dei passeggeri e' rimasto ferito. L'aeroporto di Lampedusa e' stato chiuso temporaneamente per motivi precauzionali. (Francesco Nuccio)    
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