Antibiotici. Italiani, soprattutto giovani, pooco informati su rischi
Gli italiani sono tra i piu' grandi consumatori di antibiotici in Europa, eppure molti di loro sono male informati sui rischi che possono derivare da un uso errato e dall'insorgere di antibiotico-resistenze. In particolare sono soprattutto i giovani a risultare meno consapevoli e a commettere piu' errori. A rilevarlo e' l'Istituto superiore di sanita' (Iss), che con l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e il ministero della Salute ha avviato una campagna sull'uso responsabile di questi farmaci.
Da un'indagine condotta dall'Iss su un campione di 2.200 persone, risulta che l'uso degli antibiotici in Italia e' migliorato globalmente per alcuni aspetti, come per esempio quello che riguarda l'associazione tra la prescrizione del farmaco e il suo utilizzo, in particolare in ambito pediatrico (ormai piu' dell'80% della popolazione lo associa alla prescrizione medica), mentre rimane critica, soprattutto nei giovani, la conoscenza del fenomeno dell'antibioticoresistenza e dei suoi rischi, e si e' ancora lontani da un approccio consapevole e corretto all'uso di questi farmaci. Tra i giovani, infatti, solo poco piu' del 30% ha sentito parlare di antibioticoresistenza, contro circa il 70% degli adulti e il 47% degli anziani. Inoltre oltre il 40% dei ragazzi crede di poter acquistare gli antibiotici autonomamente.
Il rapporto con questi farmaci e' stato complicato anche dall'ondata influenzale del nuovo virus pandemico A, su cui c'e' molta incertezza rispetto al ruolo terapeutico di questi farmaci. Nell'influenza stagionale almeno la meta' degli italiani sa che l'antibiotico deve essere somministrato solo in caso di complicanze, mentre solo il 30% sa che la stessa regola vale anche per l'influenza A, e un altro 30% e' indeciso su cosa fare degli antibiotici in caso di pandemia.
Da un'indagine condotta dall'Iss su un campione di 2.200 persone, risulta che l'uso degli antibiotici in Italia e' migliorato globalmente per alcuni aspetti, come per esempio quello che riguarda l'associazione tra la prescrizione del farmaco e il suo utilizzo, in particolare in ambito pediatrico (ormai piu' dell'80% della popolazione lo associa alla prescrizione medica), mentre rimane critica, soprattutto nei giovani, la conoscenza del fenomeno dell'antibioticoresistenza e dei suoi rischi, e si e' ancora lontani da un approccio consapevole e corretto all'uso di questi farmaci. Tra i giovani, infatti, solo poco piu' del 30% ha sentito parlare di antibioticoresistenza, contro circa il 70% degli adulti e il 47% degli anziani. Inoltre oltre il 40% dei ragazzi crede di poter acquistare gli antibiotici autonomamente.
Il rapporto con questi farmaci e' stato complicato anche dall'ondata influenzale del nuovo virus pandemico A, su cui c'e' molta incertezza rispetto al ruolo terapeutico di questi farmaci. Nell'influenza stagionale almeno la meta' degli italiani sa che l'antibiotico deve essere somministrato solo in caso di complicanze, mentre solo il 30% sa che la stessa regola vale anche per l'influenza A, e un altro 30% e' indeciso su cosa fare degli antibiotici in caso di pandemia.
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