Anziani e strade con buche. Cassazione condanna Comune
Le persone anziane o malate e, in ogni caso, "tutti quelli che sono poco agili" nei movimenti "hanno il diritto" di passeggiare "in tutta sicurezza" in strade senza buche. La presa di posizione arriva dalla Cassazione che invita i comuni ad occuparsi delle "condizioni di sicurezza" delle vie perche' "fra gli utenti delle strade e dei mezzi pubblici rientrano anche persone anziane o malate o non agili nei movimenti, le quali hanno parimenti il diritto di usufruire di ordinarie condizioni di sicurezza". Se i comuni non si attiveranno in questa direzione, avverte piazza Cavour, in caso di incidenti saranno sempre chiamati a pagare i danni e non potranno invocare il "concorso di colpa".Sulla scia di questo principio la Terza sezione civile - sentenza 24852 - ha dato ragione ad una signora di Perugia, Elena M. che, scendendo da un autobus dell'Atam adibito al trasporto pubblico cittadino, era caduta inciampando su una cunetta di 6 centimetri rispetto al piano stradale, non visibile perche' coperta di foglie. Un incidente causato da una buca sul manto stradale per il quale la Corte d'appello di Perugia, nel marzo 2006, aveva stabilito una responsabilita' della signora al 50% sulla base del fatto che la signora "prestando una maggiore attenzione non sarebbe caduta come non era caduto altro passeggero sceso nello stesso punto".
La signora ha ottenuto giustizia in Cassazione, facendo notare che la "responsabilita' oggettiva grava anche sulla pubblica amministrazione che non ha fornito la prova del caso fortuito". La Suprema Corte ha accolto la tesi difensiva di Elena M. e ha evidenziato che "essendo il danno derivato da difetto di manutenzione di una strada normalmente utilizzata dal pubblico, era onere del comune fornire la prova che la responsabilita' doveva almeno in parte attribuirsi ad un determinato comportamento colposo dell'utente".
Annota ancora piazza Cavour che "ai fini dell'accertamento della responsabilita', la legge non richiede che tutti coloro che si trovino nella situazione a rischio subiscano danni, ma solo che il verificarsi del danno sia possibile e prevedibile, tenuto conto della normalita' dei casi e degli ordinari comportamenti umani". E poi, insiste la Cassazione, fra gli utenti delle strade ci sono pure "anziani e persone meno agili nei movimenti: hanno pari diritto ad usufruire di strade sicure".
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