Aosta. Convegno sul testamento biologico
Un confronto tra medici e giuristi sul testamento biologico che sfugga alle semplificazioni e che possa individuare un punto di equilibrio tra posizioni opposte.E' quanto si propone il convegno 'Il testamento biologico. Dichiarazioni anticipate di trattamento: riflessioni etiche e giuridiche' che si e' aperto oggi nel salone del palazzo regionale di Aosta.
'Nel vuoto lasciato dal venir meno di un minimo comune denominatore religioso - ha detto l'assessore regionale alla sanita' Albert Laniece, in apertura del seminario organizzato dall'Ordine regionale dei medici e degli odontoiatri, con il patrocinio della Regione e dell'azienda Usl della Valle d'Aosta - e' opportuno che si inserisca la legislazione per dare un aiuto nella gestione di un importante e delicato aspetto della vita dei medici e dei pazienti'. Laniece ha inoltre stigmatizzato 'le speculazioni politiche a cui assistiamo su questo tema, fatte a spot, in cui i casi singoli vengono utilizzati per dare visibilita' ai politici, e non per trovare una reale soluzione a questa problematica'.
L'auspicio che, sulle problematiche etiche, 'i punti caldi possano trovare un punto di concliliazione, grazie a un atteggiamento di umilta' e ad uno sforzo di elaborazione culturale' e' stato espresso da Pierluigi Berti, direttore sanitario dell'Azienda Usl della Valle d'Aosta. 'L'Usl - ha aggiunto Berti - benche' non abbia una mission in campo etico, e' tuttavia interessata allo sviluppo di un dibattito per non lasciare soli i propri operatori difronte a casi difficili'.
La sezione scientifica del convegno e' stata aperta da Antonio Cerruti, presidente regionale dell'Ordine dei medici che, auspicando l'approvazione della legge sul testamento biologico, ha tracciato l'evoluzione della professione medica, in relazione al rapporto con il paziente: 'Si e' passati da una potesta' di curare - ha ricordato - al dovere di curare'. Tra i principi che regolano l'attivita' del sanitario, Cerruti ha ricordato 'l'autonomia del paziente, a cui sono attribuiti una centralita' decisionale e un diritto all'autodeterminazione e l'autonomia e la responsabilita' del medico'.
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