Apple controlla il software dell'i'Phone: rischio privacy
Apple e' in grado di controllare a distanza gli iPhone e rimuovere eventualmente applicazioni e software indesiderati. A confermare le indiscrezioni che circolano da giorni e' stato lo stesso amministratore delegato di Apple, Steve Jobs, nel corso di un colloquio con il Wall Street Journal.
Jobs ha ammesso che esiste questa possibilita' ma ha sottolineato che il meccanismo non e' fatto per essere usato come routine ma solo come sistema di emergenza a cui Apple potrebbe far ricorso nel caso in cui fosse "inavvertitamente distribuito attraverso l'Apple Store un programma dannoso, per esempio che sottrae dati personali degli utenti".
"Speriamo di non dover mai tirare quella leva - ha detto Jobs - ma sarebbe irresponsabile non avere una leva come quella".
Ma la situazione non e' cosi' rassicurante. 'L'ammissione fatta dalla Apple di controllare a distanza gli iPhone e' gravissima, e l'Adoc intende investire del problema l'Autorita' italiana per la garanzia dei dati personali e la stessa polizia postale, affinche' verifichi se non siano state violate leggi italiane'. E' quanto sottolinea l'associazione di consumatori.
'Il problema del controllo remoto dei computer era gia stato posto anni fa dopo lo scandalo 'Echelon' -continua l'Adoc- Ora si apre un problema ancora piu' grave, in quanto l'iPhone e' uno strumento che contiene dati sensibili (password, dati anagrafici, foto, diari, investimenti in borsa, telefoni, e-mail, ecc.) di milioni di possessori che certo non hanno autorizzato nessuno ad invadere la propria privacy. E' necessario che le autorita' italiane, il Garante della Privacy e la Polizia postale prima di tutti, facciano chiarezza sul fatto che siano state rispettate le leggi italiane sulla privacy nella commercializzazione del telefonino, altrimenti chiederemo il sequestro di tutti gli apparecchi non ancora venduti e la sostituzione di quelli gia' venduti se gli acquirenti lo richiederanno, affinche' venga disattivato il sistema di controllo installato dalla Apple".
Adoc ricorda tra l'altro che 'il telefonino della Apple in Italia e' stato messo in commercio dall'11 luglio ad un prezzo tre volte superiore rispetto agli Stati Uniti, e che la Apple non permette di usare accessori gia' in commercio per l'iPod, pure identici ma non compatibili come il caricabatteria da auto, costringendo i consumatori ad acquistare i nuovi accessori che peraltro sono al momento introvabili, rendendo difficile
l'uso dell'apparecchio per l'intera giornata in quanto la batteria e' di breve durata'.
Jobs ha ammesso che esiste questa possibilita' ma ha sottolineato che il meccanismo non e' fatto per essere usato come routine ma solo come sistema di emergenza a cui Apple potrebbe far ricorso nel caso in cui fosse "inavvertitamente distribuito attraverso l'Apple Store un programma dannoso, per esempio che sottrae dati personali degli utenti".
"Speriamo di non dover mai tirare quella leva - ha detto Jobs - ma sarebbe irresponsabile non avere una leva come quella".
Ma la situazione non e' cosi' rassicurante. 'L'ammissione fatta dalla Apple di controllare a distanza gli iPhone e' gravissima, e l'Adoc intende investire del problema l'Autorita' italiana per la garanzia dei dati personali e la stessa polizia postale, affinche' verifichi se non siano state violate leggi italiane'. E' quanto sottolinea l'associazione di consumatori.
'Il problema del controllo remoto dei computer era gia stato posto anni fa dopo lo scandalo 'Echelon' -continua l'Adoc- Ora si apre un problema ancora piu' grave, in quanto l'iPhone e' uno strumento che contiene dati sensibili (password, dati anagrafici, foto, diari, investimenti in borsa, telefoni, e-mail, ecc.) di milioni di possessori che certo non hanno autorizzato nessuno ad invadere la propria privacy. E' necessario che le autorita' italiane, il Garante della Privacy e la Polizia postale prima di tutti, facciano chiarezza sul fatto che siano state rispettate le leggi italiane sulla privacy nella commercializzazione del telefonino, altrimenti chiederemo il sequestro di tutti gli apparecchi non ancora venduti e la sostituzione di quelli gia' venduti se gli acquirenti lo richiederanno, affinche' venga disattivato il sistema di controllo installato dalla Apple".
Adoc ricorda tra l'altro che 'il telefonino della Apple in Italia e' stato messo in commercio dall'11 luglio ad un prezzo tre volte superiore rispetto agli Stati Uniti, e che la Apple non permette di usare accessori gia' in commercio per l'iPod, pure identici ma non compatibili come il caricabatteria da auto, costringendo i consumatori ad acquistare i nuovi accessori che peraltro sono al momento introvabili, rendendo difficile
l'uso dell'apparecchio per l'intera giornata in quanto la batteria e' di breve durata'.
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