Approvata la nuova Costituzione che accetta aborto e unioni omosessuali
E' stata approvata a larga maggioranza la nuova Costituzione dell'Ecuador promossa dal governo del presidente Rafael Correa. In base a un sondaggio sui votanti al referendum di domenica, infattti, sarebbe pari al 66,4 per cento la percentuale dei favorevoli al nuovo testo, mentre secondo la compagnia di rilevamenti 'SP', il 'sì' sarebbe stato scelto dal 70 per cento dei votanti. La campagna milionaria messa in atto da Correa, che si è speso in prima persona in 45 giorni di propaganda promuovendo sussidi, condoni, prestiti per quasi due milioni di dollari, realizzazione di opere, ha quindi avuto successo. A meno di due anni dalla sua elezione, l'immagine di Correa viene quindi confermata in quello che è stato letto come un referendum sul presidente, eletto con il 70 per cento dei voti. E' la terza volta in meno di due anni che il popolo dell'Ecuador è chiamato a confermare il peso politico del suo presidente e la linea che lo avvicina a Venezuela, Argentina, Bolivia, Paraguay e Brasile. In pratica, i cittadini ecuadoregni sperano ora in un'educazione e salute gratuite, nella sicurezza sociale, in maggiori posti di lavoro e in migliori stipendi. Gli articoli della nuova Costituzione che hanno scatenato le polemiche dell'opposizione, ancora una volta divisa al suo interno, sono molti: dalla concentrazione dei poteri in mano al presidente all'eventuale accettazione dell'aborto, dal riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali alla discrezionalità del governo in tema di espropriazione e della proprietà, oltre al rischio di un controllo dei mezzi di comunicazione. Inoltre, la Carta approvata oggi non indica il dollaro come moneta nazionale, nonostante sia stata adottata dal sistema interno nel 2000, e affida al presidente l'autorità di decidere la politica monetaria ed economica del Paese. Il voto di oggi, comunque, impone un nuovo modello per l'Ecuador, quello detto del "socialismo del XXI secolo". Ora si instaurerà un congresso che si occuperà di convocare elezioni generali anticipate per febbraio.
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