Approvata la riforma sanitaria di Barack Obama
Il 21 marzo, è stata approvata la riforma sanitaria fortemente perseguita dal presidente Obama per offrire una copertura sulle malattie ad almeno 32 milioni di cittadini che ne sono privi, e coprire circa il 95% delle persone sotto i 65 anni. Punti salienti:
-Creare in ogni Stato una "borsa" di polizze assicurative per favorire la concorrenza e cercare di far abbassare i premi.
-Tutti sono tenuti ad assicurarsi oppure a pagare una penalità che sale progressivamente fino al 2,5% del reddito entro il 2016. Le aziende con più di 50 dipendenti che non dovessero fornire la copertura saranno penalizzate con 2.000 dollari per anno e dipendente; in compenso, le piccole aziende e i nuclei a basso reddito otterranno dei crediti d'imposta e aiuti per finanziare l'assicurazione.
-Gli assicuratori non potranno rifiutare la copertura con il pretesto di problemi pregressi di salute. Inoltre, il documento prevede la lotta agli aumenti di prezzo "irragionevoli o ingiustificati" imposti dalle compagnie private.
-Gli assicuratori che fruiranno di un maggior numero di assicurati dovranno pagare 67 miliardi di nuove imposte in dieci anni. La fattura è di 23 miliardi per l'industria farmaceutica e di 20 miliardi per quella delle attrezzature mediche.
-Dovranno essere colmate le carenze attuali, dette "doughnut hole" (il buco nella ciambella), della copertura sanitaria degli anziani che beneficiano del programma Medicare.
-Il progetto investe 11 miliardi di dollari in cinque anni negli ambulatori che attualmente hanno in cura 20 milioni di cittadini.
-La riforma costerà 940 miliardi in dieci anni, ma gli esperti calcolano che ridurrà il deficit di 138 miliardi nei primi dieci anni e 1.200 miliardi nel decennio successivo.
-La riforma non crea la Cassa pubblica d'assicurazione malattia, come auspicava la sinistra del partito democratico e promessa, in un primo tempo, dallo stesso presidente Obama.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti