Approvato emendamento del Governo su sanatoria badanti e colf
Dopo il rinvio dell'approdo in aula del decreto anti-crisi, le commissioni Bilancio e Finanze della Camera sono al lavoro per cercare di licenziare il testo per l'esame dell'assemblea. E' stato approvato l'emendamento del governo (riformulato) all'articolo 1 del dl che regolarizza il lavoro di colf e badanti.
La sostanza dell'emendamento non cambia, se non per una ulteriore rimarcatura che la soglia di reddito per regolarizzare le colf (20 mila euro annui per i single, 25 mila all'anno per i nuclei familiari) riguarda solo ed esclusivamente chi vuole far emergere il lavoro degli "addetti al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare" e non quindi le badanti.
Non ha avuto dunque successo l'appello del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, Carlo Giovanardi, che chiedeva l'eliminazione del livello di reddito. "L'emendamento e' frutto del lavoro di tutti- spiega il ministro alla Semplificazione, Roberto Calderoli, che assiste ai lavori delle commissioni- non e' che Giovanardi, dopo che era stato sottoscritto da tutti, puo' alzarsi e chidere modifiche".
Per il resto resta confermato che, nell'ambito del lavoro domestico e di assistenza ad anziani e malati, potranno essere regolarizzate le posizioni in 'nero' (dietro il contributo forfettario di 500 euro) sia dei lavoratori italiani e comunitari sia degli immigrati extra-comunitari. Le regolarizzazioni andranno comunicate dal primo al 30 settembre e per quanto riguarda le badanti, c'e' una piccola novita': la richiesta potra' essere avanzata anche da un familiare non convivente. Vale a dire, il soggetto che presenta la domanda potra' essere, per esempio, il figlio di un anziano non autosufficiente. Per le badanti rimane necessario la presentazione di una certificazione medica che attesti l'handicap o la malattia di chi deve essere assistitito.
La sostanza dell'emendamento non cambia, se non per una ulteriore rimarcatura che la soglia di reddito per regolarizzare le colf (20 mila euro annui per i single, 25 mila all'anno per i nuclei familiari) riguarda solo ed esclusivamente chi vuole far emergere il lavoro degli "addetti al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare" e non quindi le badanti.
Non ha avuto dunque successo l'appello del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, Carlo Giovanardi, che chiedeva l'eliminazione del livello di reddito. "L'emendamento e' frutto del lavoro di tutti- spiega il ministro alla Semplificazione, Roberto Calderoli, che assiste ai lavori delle commissioni- non e' che Giovanardi, dopo che era stato sottoscritto da tutti, puo' alzarsi e chidere modifiche".
Per il resto resta confermato che, nell'ambito del lavoro domestico e di assistenza ad anziani e malati, potranno essere regolarizzate le posizioni in 'nero' (dietro il contributo forfettario di 500 euro) sia dei lavoratori italiani e comunitari sia degli immigrati extra-comunitari. Le regolarizzazioni andranno comunicate dal primo al 30 settembre e per quanto riguarda le badanti, c'e' una piccola novita': la richiesta potra' essere avanzata anche da un familiare non convivente. Vale a dire, il soggetto che presenta la domanda potra' essere, per esempio, il figlio di un anziano non autosufficiente. Per le badanti rimane necessario la presentazione di una certificazione medica che attesti l'handicap o la malattia di chi deve essere assistitito.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti